Month: dicembre 2015

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“Rivoluzionari” del sociale: le persone che si sono distinte nel 2015

“Rivoluzionari” del sociale: le persone che si sono distinte nel 2015

Il 2015 si sta per chiudere, in un clima di sofferenza dettato da una crisi economica che pare infinita e dal dramma del terrorismo globale. Nonostante tutto, la vita propone perennemente personaggi e vicende nei quali ognuno può trovare una forma di ispirazione ed emulazione. Nel 2015 sette persone, tra le tante, si sono distinte per la loro attività e per il loro impegno sociale.
Alessandro Manciana, medico, vincitore del premio “volontario dell’anno 2015”. 43 anni, pediatra, originario di Brescia, da quasi 10 anni, dopo aver lasciato la Lombardia, vive in Bolivia e si occupa dei bambini poveri e orfani. Pur continuando a fare il medico di mestiere, Alessandro si occupa di assistenza medica anche nel tempo libero e lo fa insieme alla moglie e al loro bambino piccolo. Aiutano e assistono la gente delle campagne boliviane e i bambini rimasti soli al mondo, usando le competenze mediche insieme alla grande umanità che deriva da una scelta di vita importante come quella di dedicarsi anima e corpo al prossimo.
La show-girl Michelle Hunziker e l’Avvocato Giulia Bongiorno della Fondazione “Doppia Difesa” che si battono per punire i genitori che dopo la separazione impediscono all'ex coniuge di passare del tempo con il figlio saltando gli appuntamenti, accampando scuse o denigrando apertamente il genitore davanti al bambino. Una proposta di Legge che ha creato polemiche che, tuttavia, nulla tolgono alla nobiltà dell’iniziativa.
Dino Impagliazzo, 85 anni, dirigente in pensione che sfama i senzatetto di Roma quattro volte a settimana, nelle mense delle stazioni Ostiense e Tuscolana. Dino è ormai famoso tra gli homeless della Capitale per la sua opera di carità che porta avanti da anni senza aiuti istituzionali, ma solo grazie al contributo di amici, familiari, conoscenti.
I Carabinieri della stazione di Milano Marittima, che si sono offerti di pagare il prezzo delle merci e il gestore di un negozio derubato da una signora che non aveva il denaro per mantenere i suoi figli e per acquistare generi alimentari di prima necessità. Davanti a sé la donna di 42 anni, madre di due figli, vedeva una sola strada: rubarli. Una refurtiva da pochi euro che, però, stava per metterla nei guai. Il Comandante della stazione dei Carabinieri, comprendendo la situazione, ha rinunciato alla denuncia che avrebbe inguaiato ulteriormente la signora.
Don Luigi Merola prete anticamorra, minacciato mentre stava rincasando a Marano, dove vive insieme alla sua famiglia. Episodio avvenuto a pochi passi dalla caserma dei Carabinieri, dove il prete anti camorra si è rifugiato mentre era in sella al suo scooter.
Flavia Pennetta, tennista, vincitrice degli US Open 2015, nata nella terra di Padre Pio, il cui impegno e determinazione, unita alla volontà ed a una profonda fede, le ha consentito di raggiungere traguardi mondiali nella sua attività sportiva e di trasmettere i suoi valori alle nuove generazioni.

«Al referendum Renzi rischia Ma la destra vada oltre Bologna»

«Al referendum Renzi rischia Ma la destra vada oltre Bologna»

L'Intervista a Gianfranco Rotondi, pubblicata su "Il Tempo" del 31 dicembre 2015

Gianfranco Rotondi, deputato di FI e leader di Rivoluzione cristiana, propositi per il 2016: battere Matteo Renzi?
«Nel 2016 o quando si voterà. È chiaro, ho fatto un governo ombra: mi sembra normale che condivida l’intenzione di battere il governo in carica».

Sarebbe sufficiente vincere il referendum sulle riforme.
«Qui Renzi rischia. Io ho votato le sue riforme perché credo che sia stato un errore rompere il tavolo. Detto questo, una riforma votata solo dal governo, con tutte le opposizioni contrarie, fosse anche la migliore del mondo, merita di essere battuta: perché non serve. Mica la Costituzione è stata approvata a maggioranza. Penso che gli italiani bocceranno una riforma di parte. Certo, se vince si incorona per vent’anni. Ma se perde...»

Rischia anche sulle unioni civili?
«Non sono contrario a una legge sulle unioni civili. Mi sembra, però, che circoli un testo massimalista. Alla fine Renzi usa le adozioni come uno spauracchio ma cederà. Quel testo non passerà, nemmeno nel Pd. Ci sarà una mediazione».

Come ci si organizza per sconfiggere Renzi?
«Sarò franco: il trio di Bologna non va da nessuna parte».

Salvini, Meloni e Berlusconi non bastano?
«Il campione è uno solo: Berlusconi. Lui è più forte che mai, è popolare più di quando governava. Oggi a sinistra è tutto un dire: «Chi ce l’ha fatto fare di prendercela con Silvio: quando abbiamo vinto Renzi ci ha fatto fuori tutti...». Lo dicono in coro la sinistra Dem, i vecchi notabili rottamati, persino molti di Magistratura democratica».

Ma Berlusconi...
«Non è candidabile. E forse non ha nemmeno la voglia. La Meloni è brava, forse è quella più presentabile. Salvini sfonda solo al Nord. Quindi il trio Bologna è un’ottima massa critica su cui costruire l’alternativa a Renzi. In altre parole: loro devono mettere i voti, ma per vincere ci vuole una testa nuova».

Chi è?
«Se lo sapessi lo direi. Ma cercarla è già metà di trovarla».

Che manca al centrodestra?
«Nella sua storia ci sono quattro forze: Lega, destra, Forza Italia e democristiani. FI è metà di ciò che era, la destra è un terzo, solo Salvini ha raddoppiato i voti. Cosa manca? I cattolici, la Dc. Forza Italia non prende un voto cattolico neanche a chiederlo in ginocchio. Il voto democristiano è tutto per Renzi a cui è riuscito di portare il Pd nei Socialisti europei portandosi dietro i voti dei democristiani. Dobbiamo ribaltare l’imbroglio».

Come?
«Servono un Prodi e un Ulivo di centrodestra. Una figura cattolica, capace di richiamare e mobilitare il laicato cattolico e allo stesso tempo di fornire valori e programmi unificanti a tutto il centrodestra».

A destra appena sentono nominare Prodi e l’Ulivo...
«È la nemesi storica: l’Ulivo ci ha battuti vent’anni fa e dopo vent’anni dobbiamo costruire un Ulivo di centrodestra per battere la sinistra».

Il leader c’è a suo avviso?
«Il leader è Berlusconi. Serve un candidato premier».

Renzi, Rotondi: «Scommette sul referendum ma non gli andrà bene»

Renzi, Rotondi: «Scommette sul referendum ma non gli andrà bene»

«Renzi ha ragione la sua scommessa è il referendum. Un altro toscano puntò sul referendum nel '75 si chiamava Amintore Fanfani e non gli andò bene». Così Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana, commenta il discorso del premier Matteo Renzi alla conferenza stampa di fine anno.

Con campagna referendum salteranno confini destra-sinistra

Con campagna referendum salteranno confini destra-sinistra

«I sondaggi sono tutti destinati a cambiare perché, sul referendum, si formeranno due schieramenti trasversali, per il sì e per il no, e saranno destinati a diventare due liste uniche. Salteranno definitivamente i confini tra destra e sinistra ed alle elezioni, magari, assisteremo a uno scontro tra Matteo Renzi ed Enrico Letta, coi grillini piuttosto nell'angolo». Lo ha detto Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana, in un'intervista a una tv campana, rispondendo a una domanda su una previsione sul nuovo anno politico.

La Misericordia del terzo millennio

La Misericordia del terzo millennio

Gli attacchi terroristici a Parigi, la sparatoria nella clinica in Colorado e il massacro di San Bernardino hanno lasciato un clima di rancore e di insicurezza. Conseguentemente, un demagogo miliardario conduce le primarie repubblicane USA per la carica più potente del mondo, alimentando il risentimento economico e razziale. Con spavalderia, Donald Trump promette un muro come confine impenetrabile e il divieto ai musulmani di entrare nel Paese. Il presidente della Liberty University invita gli studenti cristiani ad armarsi per «porre fine ai musulmani prima che questi camminino e uccidano». Più di trenta governatori si stanno impegnando per sbattere la porta in faccia a famiglie in fuga dalla violenza e dalla morte in Siria. Dodicimila sfollati sono bloccati nel deserto tra la Siria e la Giordania. In Italia, leader politici di partiti quotati al 14-15% nei sondaggi, mentre da una parte si ergono a difensori dei valori cristiani, si scagliano contro la correttezza solidale in politica estera. Un piccolo dettaglio: Maria, Giuseppe e Gesù si rifugiarono attraversando un confine per sfuggire ad un leader omicida.
Di fronte alla minaccia esistenziale del terrorismo, alla paura vergognosa, al frastuono disorientante di un ciclo di notizie 24 ore al giorno, all'istinto di accovacciarsi e tenere strette le nostre ideologie, i pregiudizi possono essere facili da comprendere. Bloccare le porte. Spegnere le luci. Acquistare una pistola.
In questo Caos si apre un anno di misericordia. Un percorso cristiano, un percorso più fiducioso, nonostante sia un percorso difficile.
Come i Vangeli ci hanno tramandato, Gesù veniva seguito da un gruppo – gli Apostoli - eterogeneo, lontano dalle zone di comfort. Capovolge norme ed aspettative della società. A volte, le sue lezioni sembrano irrazionali. Amate i vostri nemici. Come mai? Che cosa significa questo? Il mese scorso, nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra, dove musulmani e milizie cristiane combattono una guerra civile, Papa Francesco ha insistito sul fatto che una delle "caratteristiche essenziali" dell’essere cristiano è un amore per i nemici, che ci protegge dalla tentazione di cercare vendetta e dalla spirale di ritorsioni senza fine.
Nel momento in cui la Chiesa Cattolica ha avviato l’anno giubilare della Misericordia, vale la pena pensare a cosa significa misericordia in un'epoca di terrore, di fronte ad un buio strisciante nel nostro umore politico. Qualcuno potrebbe liquidare la misericordia come troppo morbida. È un errore. Come il Cardinale tedesco Walter Kasper descrive nel titolo del suo libro, la misericordia è l’essenza del Vangelo e la chiave della vita cristiana.
Ben oltre la vita ecclesiale, vi è una politica di misericordia profondamente legata alla giustizia ed al bene comune. La misericordia non è cieca alle modalità in cui le strutture sociali sono in grado di diminuire la dignità umana e perpetuare la disuguaglianza. Incarcerazione di massa, devastazione ambientale, razzismo sono una “economia di esclusione" che dovrebbe obbligarci a concepire la misericordia non come un ideale astratto o un concetto teologico, ma come un qualcosa di tangibile che richiede un intervento individuale e collettivo. I grandi leader morali e i profeti lo hanno sempre compreso. Essere un discepolo di misericordia è contro-culturale. Dorothy Day - la giornalista e attivista sociale, famosa per le sue campagne di giustizia in difesa dei poveri, dei senzatetto e dei lavoratori, che si convertì al cattolicesimo nel 1927 – lottò per le sue idee chiedendosi sempre perché tanti erano poveri, e ha rischiato la sua reputazione per protestare contro la guerra. Martin Luther King ed altri attivisti meno celebri del Movimento per i diritti civili sapevano che rischiavano l’assassinio a causa del loro impegno per la misericordia e la giustizia. L'ombra della morte non li ha fermati.
Papa Francesco ha un talento per spiegare l'essenza della misericordia. Ha anche coniato un nuovo termine: “misercordiando”. In questo modo, la misericordia non è solo un oggetto, uno statico sostantivo, ma un verbo attivo. La Misericordia richiede di abbandonare le sicurezze, affrontando la complessità, anche di fronte al male. Il cristiano non viaggia da solo in questo percorso difficile. Crediamo che "la luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolta", come si legge nel Vangelo di Giovanni. Niente di tutto questo ci da una risposta chiara su come dare un senso alla violenza insensata, all'estremismo radicale o alla codardia dei politici che sfruttano la paura.
Ma per quelli di noi per i quali il Salvatore è nato in un avamposto polveroso dell'Impero Romano, e che traggono speranza da un Dio vicino a noi che ha preso la forma di servo e di gioia con esperienza, dubbio , sofferenza e morte, il Verbo si fa carne, e nell'Incarnazione sperimentiamo il divino non come un'astrazione lontana, ma come un incontro tra gli individui. Le persone di fede non devono mostrarsi ingenui davanti ai reali pericoli del mondo, o ciechi di fronte all'ipocrisia e alla viltà di molti di coloro che agiscono in nome della religione, per trovare la forza in un Dio vicino al rifugiato, alla donna vedova per via di un attacco drone, al tranquillo musulmano.
Dopo la sparatoria di San Bernardino che ha ucciso 14 persone, il New York Daily News ha pubblicato un articolo provocatorio in prima pagina dove scriveva l"Le preghiere non funzionano" ed osservava che non erano abbastanza forti per impedire un altro atto di violenza armata. La falsa scelta di contrapporre la preghiera all'azione è una sciocchezza. La preghiera può approfondire un impegno per la trasformazione sociale. «Stringendo le mani in preghiera», il teologo protestante Karl Barth ha osservato, «è l'inizio di una rivolta contro il disordine del mondo».
La preghiera e la misericordia non sono date a buon mercato. Entrambi richiedono un duro lavoro e una dura lotta. Cristo entra nel mondo nel caos, nella violenza e nella paura. Non dobbiamo disinfettare la stalla di Betlemme e addomesticare il Vangelo per appianare gli angoli radicali. In questo tempo Santo, sacro e profano, come sempre, non sono mai distanti. Raggiungiamo la luce a piedi attraverso l'oscurità.

Una candela per i cristiani uccisi nelle Filippine

Una candela per i cristiani uccisi nelle Filippine

L’attacco condotto da ribelli musulmani, il giorno di Natale,contro comunità cristiane nelle Filippine, causando 14 morti tra i fedeli, è la più recente testimonianza del clima persecutorio nel quale i cristiani sono vittime silenziose.. Occorre dare voce a questi silenzi, sulla via tracciata da Papa Francesco durante l’Angelus di Santo Stefano, e fermare la spirale ascendente di violenza nella quale l’umanità sta scivolando.

Preghiamo per i cristiani perseguitati nel vergognoso silenzio

Preghiamo per i cristiani perseguitati nel vergognoso silenzio

Rivoluzione cristiana, raccoglie l’appello del Papa: «Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti». Francesco in un nuovo tweet, diffuso sul suo account @Pontifex nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, affronta il drammatico tema della persecuzione cristiana nel mondo. «Il perdono trasforma l'odio – ha continuato il Pontefice durante l’Angelus - questo gesto rende il mondo più pulito».
La persecuzione dei cristiani nel mondo sta crescendo, anche in posti dove non era così marcata nel recente passato, come in alcune regioni dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa Subsahariana. L’estremismo islamico è la fonte principale – ma non l’unica - di tale persecuzione, ma assume nuove forme, come i califfati dell’IS in Siria e Iraq e di Boko Haram in Nigeria. Sudan, Eritrea e Nigeria, segno che L’Africa rimane uno scenario centrale della persecuzione anticristiana, con i casi di Sudan, Eritrea e Nigeria. L’estremismo islamico ha due centri di gravità globali: uno nel Medio Oriente arabo e l’altro nell’Africa sub sahariana. In stati a maggioranza cristiana i credenti stanno sperimentando un livello senza precedenti di esclusione, discriminazione e violenza. Oltre all’estremismo islamico, come fonte di persecuzione crescono la paranoia dittatoriale e la criminalità organizzata.
La Corea del Nord è al °1 posto per il 13° anno consecutivo. Le stime sui cristiani imprigionati negli orribili campi di prigionia nordcoreani sono tra i 50.000 e i 70.000.
L’imponente fenomeno dei rifugiati/profughi in fuga da paesi come Siria, Iraq, Nigeria ed altri paesi africani sta cambiando la geografia cristiana dei Paesi.
Nel 2014, i Paesi dove i cristiani hanno sperimentato maggiore violenza sono stati in questo ordine: Nigeria, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana, Sudan, Pakistan, Egitto, Myanmar, Messico e Kenya. Secondo le stime di “World Watch List 2015“, 4.344 cristiani sono stati uccisi per ragioni strettamente collegate alla loro fede, mentre almeno 1.062 chiese sono state attaccate per la stessa ragione.

Rotondi: «Mense per poveri bella iniziativa»

Rotondi: «Mense per poveri bella iniziativa»

Terminato il Congresso di Rivoluzione cristiana, con la conferma alla Presidenza di Gianfranco Rotondi, le linee ispiratrici del percorso politico del neonato partito di ispirazione cattolica cominciano essere motivo di interesse per altri soggetti politici. Il Presidente Rotondi, in una nota pubblicata sul suo profilo personale Facebook, commentando un progetto - reso noto dall'imprenditore milanese Ernesto Pellegrini - che il presidente di Forza Italia vorrebbe realizzare, ha affermato: «Trapela un interesse di Berlusconi per l'apertura di mense dei poveri, sostenute dai privati, nelle grandi città. Penso che sia un bellissimo modo di augurare Buon Natale a tutti gli italiani - ha concluso Rotondi - e Rivoluzione Cristiana sarà a fianco del Presidente, se porterà avanti questa iniziativa».

Urgente una rinascita morale e politica a Roma

Urgente una rinascita morale e politica a Roma

«Ringrazio Gianfranco Rotondi per l'affetto e la stima dimostratami nell'aver pensato a me come candidato sindaco per Roma". Rocco Buttiglione risponde a Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana, che lancia il suo nome come candidato per la corsa al Campidoglio. «Credo però sia necessaria un'ampia convergenza con i cattolici romani – continua Buttiglione - - è urgente una rinascita morale e politica della Capitale, come ha evidenziato anche il cardinal Vallini nella sua lettera alla città».
"Sono lieto del fatto che il Prof. Rocco Buttiglione condivida l'esigenza di riaggregare il mondo cattolico su una candidatura a sindaco di Roma di una figura emblematica dei nostri valori - risponde il Presidente di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi - capisco la sua perplessità personale ma conoscendo la generosità di Rocco so che, se ci sarà bisogno, non si tirerà indietro».

Alle amministrative decolla il polo cattolico

Alle amministrative decolla il polo cattolico

«Il fallimento del Pdl e il suicidio dell'Udc con Monti hanno cancellato la presenza dei cattolici nella vita politica italiana. Rivoluzione cristiana è la prima pietra di un nuovo inizio. Alle amministrative sceglieremo candidati in grado di rendere riconoscibile una proposta cristiana di gestione delle città». Lo annuncia Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione cristiana. «Il mio partito - continua l’ex-Ministro - lavora ad una riaggregazione dell'area cattolica e sostiene, alle amministrative, candidature funzionali a questo obiettivo. Di qui il sostegno a Gianni Lettieri a Napoli, e la proposta di Rocco Buttiglione a Roma. Dal 15 gennaio al 15 marzo - ha concluso il Presidente di Rivoluzione cristiana - mi recherò in tutte le città che vanno al voto per rendermi conto della possibilità di costruire il polo cattolico". Rivoluzione Cristiana ha tenuto il proprio congresso il 19 e 20 dicembre a Roma.