Month: marzo 2016

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Il dovere di non arrendersi davanti al male

Il dovere di non arrendersi davanti al male

Abbiamo festeggiato la Pasqua nel segno della speranza che ci deriva dalla fede nella redenzione e nella resurrezione ed è proprio per questa convinzione che non chiniamo la testa, affranti e storditi, di fronte all'imperversare delle forze del male.
Forze che sembrano accampate su una terra devastata dalla violenza del terrorismo, della guerra, della speculazione finanziaria, di un egoismo tanto forte da negare le stesse ragioni della dignità inviolabile della persona e del rispetto della vita, dalla sua alba al tramonto.
Non ci sono, infatti, a tormentare la nostra coscienza, solo le vittime del terrorismo, che andrebbe combattuto secondo gli insegnamenti del generale Dalla Chiesa, protagonista della lotta ai nostri brigatisti; c'è anche lo sterminato numero delle vittime dello sfruttamento e degli odi religiosi e razziali, ci sono i giovani e gli adolescenti precipitati nel gorgo della droga e del mercato del loro corpo; ci sono infine, con l'evidenza delle immagini, a gridare la loro disperazione, gli infelici, attratti da speculatori e trafficanti, che premono alle frontiere dell'Europa.
Né spira aria salubre per lo stato sociale voluto tenacemente dalle democrazie europee dopo l'ultimo conflitto mondiale; comincia a non esserci compiutezza di diritti per gli anziani, i malati, i portatori di handicap e i bambini.
In questo panorama di errori e di orrori, dove sembra che il male celebri i suoi fasti, tanti uomini e donne di buona volontà tenacemente resistono alle tentazioni di una resa e testimoniano ogni giorno i valori della solidarietà, della fraternità e della libertà. Sono coloro che cedono alla promessa della Resurrezione e che sono preceduti e accompagnati dai nuovi martiri che nelle varie parti del mondo subiscono morte ed oltraggi per amore del Figlio dell'uomo.

Giampiero Catone

 

Faticosa ripresa dell’attività politica

Faticosa ripresa dell’attività politica

Le imprese dei terrorismi islamici dominano le cronache e mettono in ombra, come è giusto, le nostre avvilenti cronache degli scontri e dei compromessi all’interno degli stessi partiti, per varare liste e candidati sindaci per le ormai prossime elezioni locali. Sono cronache così mediocri da fare risaltare ancora di più, rispetto alla gravità della situazione internazionale e alle indicazioni controverse sulla nostra economia, la decadenza di forze politiche incapaci, almeno fin’ora, di trovare idee forza e progetti concreti per il futuro del nostro sistema delle autonomie. Lo stesso Partito democratico comincia a mostrare la corda di un deperimento propositivo e dialettico che ne fa ogni giorno di più il partito personale del suo leder, con le opportunità e i rischi connessi a tale condizione; peggio va nel centro destra, dove, l’erosione del prestigio e dell’autorità di Berlusconi produce un’indecorosa zuffa fra i suoi presunti eredi. Renzi, intanto, vola negli Stati Uniti, una tappa sempre utile per il rilancio dei nostri leader, e si lascia alle spalle polemiche e accuse, specialmente quelle che gli vengono dall’interno del suo partito. Al ritorno troverà i dati agrodolci sul quoziente di fiducia che prevale fra i consumatori, ma non all’interno delle imprese; si aggiungono le lamentele della sua sinistra che chiede attenzione e condivisioni per l’inutile referendum sulle trivellazioni.

Giampiero Catone

 

Amministrative: Rotondi: «Rivoluzione cristiana in campo senza alleanze»

Amministrative: Rotondi: «Rivoluzione cristiana in campo senza alleanze»

«Le liste di Rivoluzione Cristiana sono in allestimento in tutte le città. Rinasce dal niente un partito cristiano e non possiamo aspettarci successi travolgenti, ma ci saremo ovunque col nostro simbolo». Così Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana, che spiega: «È chiaro che ci presentiamo per dire che nel riassetto del sistema ci saranno ancora i cattolici. Non si potrà trarre dalle alleanze di giugno nessuna indicazione per il futuro - conclude Rotondi - visto che si tratta di elezioni amministrative e le alleanze sono demandate ai territori, senza preclusioni pregiudiziali verso nessuno».
La strage di Bruxelles

La strage di Bruxelles

Quello che è accaduto a Bruxelles, che non è solo la capitale del Belgio, ma anche la sede delle istituzioni europee e della Nato, conferma quanto sia stata sottovalutata la capacità organizzativa e militare delle formazioni dell’estremismo islamico.

Organizzare un ciclo di esplosioni che ha riguardato non solo il grande aeroporto internazionale, ma anche una stazione nodale del metrò, quella che serve proprio la zona dei palazzi della Ue, ha certamente richiesto un nucleo di terroristi molto determinati, fino al suicidio, ma soprattutto una catena di complicità che non sarà facile individuare fino in fondo.

Di fronte a questa impresa terroristica, che potrebbe anticiparne altre, abbiamo potuto registrare la solita sequela di dichiarazioni indignate e richiami alla compattezza, che servono appena a salvare le apparenze, ma che sono di per se testimonianza della incapacità europea ad esprimere un’iniziativa, anche militare, che sia all’altezza della sfida che l’estremismo islamico pone e che è suffragata oggi dai siti jihadisti che non solo esultano, ma anticipano che presto Bruxelles sarà una provincia islamica.

Vedremo, in proposito, sia su quante adesioni non retoriche, ma reali, potrà contare la proposta rilanciata da Hollande per la costituzione di una grande coalizione, sia la rivalutazione di quelle ragioni ideali, in primo luogo quelle di derivazione cristiana, che la subcultura del benessere e del consumo aveva accantonato.

Viviamo tempi difficili, irti di problemi creati dalla stessa indulgenza degli stati europei e della futilità di tanti comportamenti: è tempo, questo, di una svolta nel segno sì della generosità ma anche della fermezza.

Giampiero Catone

 

Rotondi: subito Berlusconi in campo e dire chiaro che aboliamo la Severino

Rotondi: subito Berlusconi in campo e dire chiaro che aboliamo la Severino

«Ricandidare Silvio a premier, da parte mia, non è una provocazione. A tre anni dalle scorse elezioni, non si è fatto avanti nessuno che abbia detto: datemi le chiavi del Paese. E allora, piuttosto che sciogliere il centrodestra in una guerra fra bande, meglio ricandidare il leader più votato dagli italiani nella storia della Repubblica». Lo dichiara Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione Cristiana. «Meglio ancora dire chiaro e tondo agli italiani -aggiunge Rotondi- che aboliremo la Legge Severino, per consentire a Berlusconi di formare un governo: ai giustizialisti prenderà una colica, ma a noi interessano i nostri elettori, ai quali è ben chiaro che la Severino è stata studiata apposta per mettere fuori gioco Berlusconi».
Giornata Memoria vittime mafie, Catone (Rc): «Giustizia e legalità principi forti per le nuove generazioni»

Giornata Memoria vittime mafie, Catone (Rc): «Giustizia e legalità principi forti per le nuove generazioni»

«Il ricordo del sacrificio di tutti coloro che si sono immolati per la salvaguardia della democrazia e delle istituzioni è un impegno costante che cresce e vive nelle nuove generazioni, forti della fiducia nei principi di giustizia e legalità e arricchiti da un forte stimolo alle coscienze, vero argine contro il diffondersi delle illegalità». Lo dichiara in una nota il Coordinatore nazionale di Rivoluzione cristiana, Giampiero Catone, nel celebrare la Giornata della memoria e dell’impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie che si svolge, ogni anno, il 21 marzo.
Centrodestra: Rotondi: «Candidiamo Silvio, aboliamo Legge Severino»

Centrodestra: Rotondi: «Candidiamo Silvio, aboliamo Legge Severino»

«Propongo di candidare Silvio Berlusconi premier. Dicendo che, in caso di , aboliremo subito l'incostituzionale legge Severino, che gli vieta l'attività politica. Indichiamo un fiduciario - penso a Gianni Letta- il cui nome comparirà sulla scheda. Votiamo lui col patto che, in caso di vittoria, appena cancellata la Severino, Gianni Letta lasci Palazzo Chigi a Berlusconi». Così Gianfranco Rotondi, in un'intervista di Giancarlo Perna su Libero. «C'e' qualcuno in giro meglio di lui - chiosa Rotondi -. Da quel che si vede di questo Governo, la ripresa stenta e il debito pubblico sale. Meglio tornare alla forza tranquilla. Era lo slogan dei gaullisti, dei democristiani, e dei governi berlusconiani. Il Cav ha dato fiducia e tranquillità agli italiani».
Amministrative, Cosenza: Rivoluzione cristiana sostiene Lucio Presta candidato Sindaco

Amministrative, Cosenza: Rivoluzione cristiana sostiene Lucio Presta candidato Sindaco

È ufficiale: Rivoluzione Cristiana, in occasione delle prossime elezioni comunali che si terranno a Cosenza, sosterrà Lucio Presta, per la corsa a Sindaco. I principi fondanti del programma del neo candidato alla carica di Primo Cittadino del capoluogo della omonima provincia calabrese sono sensibilità, solidarietà e carità, in linea con quanto già citato nello Statuto e nel manifesto politico del partito di ispirazione cattolica nato nel giugno del 2015.
Rivoluzione cristiana presenterà una propria lista elettorale e, a breve, sarà comunicata la data della conferenza stampa di presentazione dei candidati che avverrà alla presenza del candidato sindaco, Lucio Presta insieme al Responsabile del Coordinamento regionale, Michele Pagano e dei massimi vertici nazionali del partito, il Presidente On. Gianfranco Rotondi ed il Coordinatore nazionale, On. Giampiero Catone.
Amministrative: Rotondi: «Pronti a nuova primavera palermitana»

Amministrative: Rotondi: «Pronti a nuova primavera palermitana»

«Sono soddisfatto, ci sono le condizioni per cui i cattolici si intestino una nuova primavera palermitana, nel segno della legalità e del rinnovamento. Rivoluzione Cristiana presenta, fin da ora, la professoressa Elena Saviano quale candidato sindaco di Palermo, con una lista aperta alle migliori espressioni del mondo cattolico cittadino. Sono pronto a capeggiare io stesso la lista per il consiglio comunale, per una massima assunzione di responsabilità». Lo dice il leader di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, dopo aver fatto tappa, in questi giorni, in Sicilia.