Month: maggio 2016

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Silvio, hai bisogno di politici non di imprenditori

Silvio, hai bisogno di politici non di imprenditori

Da "Huffington Post" del 31 maggio 2016

Il presidente Berlusconi ieri ha raccontato il governo del centrodestra che verrà: sei ministri politici, tre a Forza Italia, due alla Lega, uno a Fratelli d'Italia, e poi dodici uomini del fare, come lui chiama gli imprenditori da reclutare alla virtù civica, sorta di ideali cloni del curriculum di Silvio Berlusconi.

Io non aiuterò la nascita di questo governo e per l'affetto che porto a Silvio Berlusconi lo invito a desistere, subito prima di impilare nuove delusioni su quelle che egli ha sfortunatamente collezionato nelle sue scelte di organigramma. La sua proposta è sbagliata per una serie di ragioni ,e metto subito in chiaro che non parlo in quanto ex ministro politico: nella mia modesta biografia regna il principio di non rifare mai una cosa che ho già fatto.

La proposta di Berlusconi è sbagliata perché l'antipolitica genera un bisogno di politica. E la politica è una professione diversa dall'impresa: l'impresa per funzionare deve inseguire il proprio tornaconto, la politica deve cercare il bene comune con occhio particolare sui più deboli. Chi è allenato a fare impresa non può capirne di politica e tanto meno di gestione di governo: il fallimento dei governi tecnici è stata una cocente e recente delusione.

Il centrodestra ha bisogno di una classe politica, non di uomini del fare abili a fare principalmente gli affari propri. Non sarà un caso se i politici di successo siano oggi professionisti della politica come Renzi, Salvini, Meloni per non parlare di sindaci e governatori in carica.

Berlusconi sbaglia a cercare suoi cloni: sminuisce così la sua irripetibile e straordinaria storia personale. Berlusconi è un politico, lo è sempre stato: il più grande politico degli ultimi 25 anni. È stato un politico quando ha progettato le città guardino, la TV commerciale, il centrodestra. Berlusconi è una immensa figura politica che non si può ridurre al mito dell'imprenditore prestato alla politica.

Oggi Silvio è alla sfida decisiva: la sua parabola si conclude con la vittoria o finisce nella polvere. Per vincere non ha bisogno di uomini del fare ma di una valida classe dirigente. Purtroppo in passato ha trovato principalmente opportunisti e voltagabbana ma certe sue uscite lasciano il dubbio che un po' se li sia pure cercati.

Gianfranco Rotondi

A Palermo la nuova sede di Rivoluzione Cristiana

A Palermo la nuova sede di Rivoluzione Cristiana

Intervista a "La Gazzetta Palermitana" del 30 maggio 2016 - di Lucio Miceli

"Rivoluzione Cristiana sbarca a Palermo con l’inaugurazione della nuova sede in Via Mariano Stabile 136. Per il neo partito politico fondato un anno fa dall’On. Gianfranco Rotondi, l’obiettivo di riportare in campo i valori cristiani. Presenti all’inaugurazione anche il coordinatore nazionale, Giampiero Catone e la coordinatrice regionale, Elena Saviano.

“I valori sono presenti nella società italiana – ha detto Rotondi – alla Gazzetta Palermitana, non tocca ad un partito l’evangelizzazione. Un partito è la risposta dell’aitato cattolico, ad una chiamata d’impegno che il pontefice rilancia con una smagliante forza di persuasione. Ed il problema dell’aitato è che per anni abbiamo sentito dire a cattolici anche eminenti e anche eminenze, che non era più tempo di unità politica dei cattolici. Per questo a 22 anni dalla fine della Dc, è doveroso tentare un bilancio, ed il bilancio è fallimentare perchè la trasversalità sui valori non ha funzionato. Era una risposta debole, insufficiente, ed alla fine non sono stati tutelati neanche i valori. Quindi forse, è il tempo di ripensare la validità della scelta di abbandonare il progetto unitario dei cattolici in politica”.

Rotondi ha poi parlato delle amministrazioni regionali e comunali, che fin qui si sono succedute a Palermo. “Spezzo una lancia più in favore dell’amministrazione comunale – ha detto – ma il giudizio è relativo, visto che non vivo in Sicilia e risulterei presuntuoso nel voler dare giudizi che riguardano i cittadini. A me tocca creare le premesse affinchè Palermo abbia una nuova classe dirigente, ecco perchè ho spinto la nostra segretaria regionale Elena Saviano, che è un intellettuale, una persona nuova, a candidarsi come sindaco di Palermo. Ed io la sosterrò, sino al punto da presentarmi personalmente al consiglio comunale del capoluogo”.

Sulle priorità per Palermo e per la Sicilia in generale, Rotondi risponde: “oggi ce le dice anche un bambino: lavoro, qualità della vita, sanità efficiente. Insomma le emergenze di sempre. Il problema è – conclude – che a 22 anni dalla fine della prima repubblica,non solo non si è ripreso il tema dello sviluppo del mezzogiorno, ma assistiamo paradossalmente, ad una meridionalizzazione del Paese. I problemi che ieri erano del sud, oggi sono diventati di tutta l’Italia”.

Rivoluzione cristiana, tour elettorale Rotondi in Sicilia

Rivoluzione cristiana, tour elettorale Rotondi in Sicilia

Comincia da Favara la prima tappa del tour elettorale, in Sicilia di Rivoluzione Cristiana. "Ho scelto di fare un discorso in piazza, alla vecchia maniera democristiana, perché sono convinto che il comizio è il modo migliore per stimolare la coscienza popolare", dice Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana, ai giornalisti presenti all'incontro elettorale con il candidato sindaco di Favara, Antonio Valenti. Oggi, alle 11, il leader Rotondi inaugurerà la sede regionale del partito a Palermo, in Via Mariano Stabile 136.
Catone (Rc): «Onoriamo le Forze di Pace delle Nazioni Unite»

Catone (Rc): «Onoriamo le Forze di Pace delle Nazioni Unite»

«Commemorare la Giornata Internazionale delle Forze di Pace delle Nazioni Unite è un modo per onorare il servizio ed il sacrificio di quegli uomini e quelle donne coraggiose che operano sotto la bandiera dell’Onu in terre ferite dalla violenza». Lo ha affermato il Coordinatore nazionale di Rivoluzione cristiana, Giampiero Catone, durante una tappa a Napoli del tour elettorale itinerante del partito. «La comunità globale – ha continuato Catone - deve sforzarsi di garantire che questi coraggiosi possiedano la necessaria formazione, gli strumenti, il supporto e le risorse per far progredire la causa della pace, nella speranza che tutto il mondo – ha concluso Catone – possa allontanare definitivamente l demone bellico che, purtroppo, da troppo tempo alberga in esso».

L’irrisolutezza non paga

L’irrisolutezza non paga

Secondo un rapporto congiunto di Europol e Interpol, sarebbero 800.000 i disperati che si accalcano lungo le coste libiche in attesa di raggiungere l’Italia, come improbabile via di transito verso altri Paesi europei.

La previsione è, a dir poco, preoccupante e, a fronte della sua immanenza, c’è la permanente chiusura ad ogni accoglienza di profughi da vari Paesi europei con la minaccia o la realizzazione di sbarramenti alle frontiere, accompagnata da una permanete irrisolutezza dell’Unione sulle scelte più opportune per stabilizzare la Libia e cercare di bloccare cosi questo triste esodo verso le coste europee, in primo luogo le nostre.

Quanto all’irrisolutezza noi ne siamo certamente campioni.

Per fortuna o disgrazia, la gente dimentica presto e si è smarrita la memoria delle baldanzose dichiarazioni di nostri ministri che davano per imminente o comunque necessario un nostro impegno a fornire truppe per un corpo di spedizione internazionale; baldanza che si è via via diluita in atteggiamenti sempre più prudenti ed evasivi, fino alla indisponibilità ad ogni partecipazione armata con la stupefacente giustificazione della presenza di rischi, quasi che non fosse scontata nella condizione militare quella di far fronte anche ai rischi.

Si è poi sostenuto che occorresse un Governo di unita nazionale: ora che questo governo, sia pure costituito su basi fragili contestate, c’è e chiede il nostro presidio per le sedi istituzionali rispondiamo che, per ora, proteggeremo solo la nostra Ambasciata, se e quando riaprirà.

Dire e non dire, annunciare senza fare, non aggiungono prestigio al nostro Paese e rinfocolano anzi i pregiudizi sulla nostra lealtà, quando sarebbe stato ancor più chiaro e semplice sostenere che l’Italia, proprio perchè potenza ex coloniale, avrebbe potuto solo coadiuvare in forme un intervento patrocinato dall’Onu o dall’Ue, senza pretenderne il comando .

Per nostra fortuna, non siamo i soli a temere di mettere i piedi nel ginepraio libico, anche se inglesi, americani e francesi sono già presenti con reparti speciali, non per filantropia ma con l’unico interesse di mettere le mani sul petrolio libico, oggi ancora gestito, in compartecipazione con la società locale, dalla nostra Eni.

In politica estera non si può essere nè ondivaghi nè pretenziosi, come non lo si può essere sulle questioni etiche.

A sinistra e nell’area di governo si esprime meraviglia per il duro giudizio del Cardinale Bagnasco sulla legge riguardante le unioni civili.

Una meraviglia che meraviglia, quasi che la Chiesa italiana dovesse accogliere senza fiatare una legge discutibile, imposta con il voto di fiducia anche a chi ne volesse dissentire.

Giampiero Catone

Rc a Milano appoggia Mardegan

Rc a Milano appoggia Mardegan

Si è svolta oggi alle ore 13:00, presso l’hotel Gallia, la conferenza stampa di Rivoluzione Cristiana con l’on. Gianfranco Rotondi e il candidato sindaco Nicolò Mardegan. "Salvini vive facendo il populista e facendo la ruspa, noi vogliamo essere una gru, quelli che costruiscono e fanno proposte" ma "dare del razzista non è politicamente molto opportuno da parte di un ex presidente che ha formato e distrutto governi a suo piacimento senza passare dalle urne". Cosi' Nicolo' Mardegan, candidato sindaco con la lista Noi per Milano, e' intervenuto sulla polemica tra l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il leader della Lega Matteo Salvini. "Anche il presidente Napolitano - ha proseguito Mardegan- un piccolo esame di coscienza dovrebbe farselo, anche se io ho molto rispetto e credo nelle istituzioni". "Rivoluzione Cristiana appoggia Mardegan, l'unico vero candidato di centrodestra, perché Parisi e Sala sono appoggiati da pezzi di governo: Parisi dall'Ncd e Sala dal Pd. Mardegan rappresenta un centrodestra senza compromessi". Lo ha dichiarato Gianfranco Rotondi ufficializzando l'appoggio di Rivoluzione Cristiana a Nicolo' Mardegan, per la corsa a Palazzo Marino. Rotondi e' anche tornato sulla polemica con la coalizione di centrodestra che appoggia Stefano Parisi, a partire da Forza Italia. "Accoglie Parisi e sbatte fuori me che sono stato ministro del governo Berlusconi. Quando Rivoluzione Cristiana ha chiesto un incontro con Gelmini e Parisi ci e' stato detto che non ce ne era bisogno, ma noi con molta serenita' abbiamo trovato un altro centrodestra, quello vero". Rotondi ha anche respinto la definizione di candidato di 'estrema destra' per Nicolo' Mardegan. La sua, ha sostenuto "è una candidatura neodemocristiana, va bene che faccia pieno di voti a destra, ma va bene che faccia il pieno anche al centro". Sul possibile ballottaggio, poi, Rotondi ha detto: "Io spero che al ballottaggio vada Mardegan. Non mi pongo il problema di ciò che farò al secondo turno perché, come ci insegna De Mita nella Dc, se si racconta la subordinata si indebolisce la principale. E quindi la principale è votare Mardegan". Mardegan si e' invece detto convinto che "da Milano possa partire un nuovo progetto nazionale anche in vista delle prossime politiche". Rotondi conclude la conferenza stampa annunciando la convocazionr di un congresso nazionale, subito dopo le amministrative “per assegnare a Rivoluzione Cristiana la sfida di dare vita un nuovo centrodestra, radicato nella tradizione cristiana del Paese".
Catone (Rc): Referendum conquista della Prima Repubblica

Catone (Rc): Referendum conquista della Prima Repubblica

«Se oggi gli italiani possono godere di un istituto democratico come quello del referendum, lo devono al senso di responsabilità comportamentale e al profondo rispetto per le istituzioni di una classe politica, quella della Prima Repubblica, che non costruiva il proprio consenso grazie ai talk show ma attraverso una concezione delle cariche dello Stato tesa a perseguire, prima di tutto, il compito di rinsaldare il legame tra i Cittadini e lo Stato». Lo afferma il Coordinatore nazionale di Rivoluzione cristiana, Giampiero Catone, a margine di un incontro organizzato in vista delle elezioni amministrative del 5 giugno. «Il 25 maggio 1970, esattamente 46 anni fa - continua Catone - venne promulgata la legge 352 che disciplinò, in materia referendaria, l’articolo 138 della Costituzione. Un esempio di alta responsabilità democratica - conclude Catone - lontana dalle alchimie politiche degli apprendisti stregoni della seconda repubblica, indaffarati a pasticciare pericolosamente con il bene comune».
«A pensar male…»

«A pensar male…»

«A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina» diceva Giulio Andreotti nei nostalgici anni della Prima Repubblica. In effetti, l’ostracismo che alcune testate giornalistiche paiono dimostrare nei confronti di Rivoluzione cristiana, sembrerebbe dare una ulteriore conferma alla citazione dell’illustre personaggio politico. L’interesse di sapore denigratorio de “Il Fatto Quotidiano” per la creatura di Gianfranco Rotondi e l’oblio in cui il quotidiano “Il Mattino” ha relegato la lista di Rivoluzione cristiana, rappresentano piombo sulle ali dell’unico partito ambasciatore dei valori di sussidiarietà, compassione ed altruismo propri della Dottrina Sociale della Chiesa. Valori che seppure testimoniati da un piccolo e giovane movimento sono il fulcro della vita sociale della gran parte dei cittadini italiani, orfani di quella Prima Repubblica troppo rapidamente cancellata e sostituita da simulacri in copia carbone di sistemi socio-economici che, anche oltre oceano, cominciano a non riscuotere il consenso popolare. Se si decidesse di cadere nel peccato, si potrebbe pensare che l’indifferenza della carta stampata potrebbe nascondere un timore nei confronti di un partito che ha fatto propria la volontà di ricreare le condizioni politiche che hanno fatto grande l’Italia nel dopoguerra, veicolata da un partito, la Democrazia cristiana, della quale il movimento di Rotondi è legittimo erede. Se la rivoluzione verso la restaurazione fa veramente paura, allora probabilmente anche questa volta Andreotti avrebbe indovinato,
La comunicazione inviata a “Il Roma” e diffida che verrà notificata a “Il Mattino”

La comunicazione inviata a “Il Roma” e diffida che verrà notificata a “Il Mattino”

Ancora una volta la mirata opera di disinformazione posta in essere dagli organi di stampa, operando in maniera assolutamente arbitraria e poco conforme a ogni forma di deontologia professionale , ha volutamente escluso il partito di Rivoluzione Cristiana dalla competizione elettorale.
In un articolo comparso oggi sul quotidiano il Mattino infatti non si è fatto alcun cenno alla presenza della nostra lista e soprattutto del candidato presidente alla V° Municipalità Arenella Vomero - GIUSEPPE SASSO- limitando l'intervista solo ad alcuni esponenti di partito e ai loro irrealizzabili programmi
Questo tentativo mistificante e volutamente non corrispondente al vero è stato però smascherato evidenziando tutta la sua pochezza.
I giochi di partito e le vecchie logiche alle quali anche e soprattutto il predetto giornale ancora è drammaticamente ancorato non riusciranno a fermare il cambiamento e la rivoluzione che tutti chiedono che il nostro partito riuscirà ad attuare
Giuseppe Sasso, candidato presidente per V° Municipalità Arenella Vomero con il partito Rivoluzione Cristiana non aderendo ad alcuna logica elettorale e di accorpamento, ma presentandosi da solo è l'unico che con il suo programma - che sarà presentato il 21 5 2016 alle ore 10.30 alla Domus Ars unitamente al Segretario Nazionale On. Rotondi - può finalmente ridare alla nostra Municipalità quel ruolo e quella funzione che naturalmente le spetta.
Rivoluzione Cristiana c è
Rivoluzione Cristiana è viva
Rivoluzione Cristiana è l'unica scelta possibile
Avv.Giuseppe Longo