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Rotondi: «li difetto dei politici è che sono mediocri» Giusti i vantaggi dati dai Padri Costituenti

Rotondi: «li difetto dei politici è che sono mediocri» Giusti i vantaggi dati dai Padri Costituenti

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Il Tempo" del 31 gennaio 2017 - di P.D.L.

«Un vero capolavoro». Così Gianfranco Rotondi. deputato in Forza Italia e leader di Rivoluzione Cristiana. definisce, a circa dieci anni dalla sua uscita, «La Casta. di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. «Da lì è nato un genere letterario, spiega, il "manzonismo degli stenterelli".

Che vuoi dire, onorevole Rotondi?
«Tutti i giornalisti si sono convinti che, scrivendo male dei politici, sarebbero diventati anche loro Rizzo e Stella. Questo genere letterario ha posto la prima pietra del possibile governo di Grillo».

In che modo?
«Siccome tutti i media si sono sintonizzati sull'attacco al privilegi della politica, la gente improvvisamente si è convinta che a causa dei vitalizi dei politici non arrivava alla quarta settimana, divenuta poi la terza. Il mix di questa propaganda e della crisi economica ha portato ad una comunicazione a senso unico. antipolitka. Grillo poi ci ha messo sotto la rete di raccolta del consenso. Ha fatto un po' come Berlusconi nel '94, iIl quale scoprì che era finita la De e il suo elettorato. E dunque da imprenditore si fece politico. Grillo scopre che i giornalisti hanno seminato un tale odio per la classe politica.da ricavarci uno spazio elettorale. Forse addirittura un governo. È il tassello che manca, e io non lo escludo affatto».

La politica non ha proprio nulla da farsi perdonare?
«Molte cose. Ma non le Leggi fatte dai Padri Costituenti, per proteggere l'accesso dei poveri alla politica. Non i vitalizi. gli stipendi. la buvette ed i barbieri della Camera. Queste sono, per chiamarle con il loro nome, delle cazzate. Perché con gli stessi stipendi. gli stessi vitalizi. gli stessi barbieri e la stessa buvette, questo Paese è diventato la settima potenza del mondo, ha avuto lo stato sociale più invidiato del Paese. Questa è stata l'Italia sotto governi democristiani. con i cosiddetti privilegi della classe politica. A meno che non si voglia considerare tale anche quella che ha avuto accesso in questa legislatura ad un Parlamento trasformato in ammortizzatore sociale per disoccupati».

Ma quindi, la politica cosa deve farsi perdonare?
«Gliel' ho detto, il fatto che siamo nel Parlamento più mediocre della storia della Repubblica. Però tra qualche mese si vota. e se la gente vuole, potrà cambiarlo».

Dalle sue parole sembra che «il grosso dei problemi» sia altrove.

«Guardi, voi della stampa avete un grosso potere sulle persone. Faccio un esempio: l'amministratore di una banca guadagna mediamente da un milione a quattro milioni. Ma nessuno lo sa, perché i giornali, che hanno bisogno delle banche, sparano a salve. Al massimo. parlano di "sistema bancario*. Per dire, il signor pinco pallo. amministratore della banca x, guadagna due milioni l'anno. ha come benefit un attico con vista Pantheon. quattro bagni. dependance per il personale tutto a carico della banca. Cito un caso pratico, senza fare nomi per risparmiarvi una querela. ll problema è che il signore dell'attico al Pantheon ha Il potere di commissionare ad un giornale un attacco contro di me. Al contrario io non ho alcun potere di portare l'attenzione dell'opinione pubblica su di lui. lo vi ho fatto un esempio... ma le sacche di privilegi sono innumerevoli».

Rotondi: settimo governo Berlusconi perché ne prevedo altri tre

Rotondi: settimo governo Berlusconi perché ne prevedo altri tre

"Stamane ho dichiarato che Berlusconi è destinato a presiedere sette governi come Andreotti e alcuni amici mi chiedono se ho sbagliato a contare essendoci fin qui stati solo quattro governi Berlusconi: Tranquillizzo tutti, non mi sono sbagliato; voglio solo dire che di fronte a quel che ci sta in giro Silvio vincerà tre elezioni consecutive". Lo spiega il segretario politico di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Prende consistenza la proposta di Rc per Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Prende consistenza la proposta di Rc per Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Prende sempre più consistenza l'ipotesi di Rivoluzione cristiana di proporre Guido Bertolaso candidato sindaco dell’Aquila. La proposta aveva iniziato a circolare nelle scorse settimane negli ambienti politici e sui social prima come una boutade, poi come un sogno irrealizzabile, poi come una possibilità. L'idea del segretario di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi, ha preso via via concretezza e oggi verrà proposta seriamente in un vertice al tavolo nazionale sulle amministrative 2017 gestito dal senatore Altero Matteoli. Sarà il coordinatore regionale abruzzese, Nazario Pagano, dopo aver sentito i vertici locali del partito, e aver chiesto di pensarci bene, e aver ottenuto l’ok, a proporre l’ipotesi di candidatura dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, sottosegretario e commissario straordinario per l’emergenza sisma del 2009, puntando al consenso dell’interessato con la benedizione del premier di otto anni fa, il leader forzista Silvio Berlusconi, che sull'Aquila rivendica sempre risultati ed efficacia di gestione. Bertolaso, durante la trasmissione "Faccia a Faccia" di Giovanni Minoli, su "La 7", ha dichiarato: Nell’emergenza ci vuole un solo uomo al comando che si prenda tutte le responsabilità e coordini la squadra di intervento come un grande direttore d’orchestra”. La candidatura ha già avuto un passaggio formale quando il segretario politico, Gianfranco Rotondi, ha impegnato il tavolo nazionale del centrodestra sulla proposta di Bertolaso quale candidato sindaco. La notizia ha avuto un forte impatto sui media, fungendo da “test” cui in casa forzista si è guardato con interesse. Tante le reazioni positive da parte della “base” rimasta fin qui spiazzata dalla mancanza di candidati forti su cui puntare, complici le lungaggini burocratiche sul sondaggio di papabili, con molti elettori storici di centrodestra pronti ad apprezzare l’idea-Bertolaso e a votare l’ex uomo forte dell’emergenza, ansioso di rivalsa dopo aver accarezzato e poi dovuto abbandonare l'idea di correre per la fascia tricolore a Roma.

Rotondi: “Berlusconi guiderà il suo settimo Governo. La guerra con la Magistratura è finita

Rotondi: “Berlusconi guiderà il suo settimo Governo. La guerra con la Magistratura è finita

"Sono d'accordo con Renato Brunetta: Berlusconi è l'unico leader in grado di riunire il centrodestra e - vado oltre - di riconciliare gli italiani con la politica: la sua candidatura a formare il settimo governo è nelle cose e sono sicuro che la Corte di Giustizia Europea tempestivamente deciderà sul ricorso presentato. Nè preoccupa l'accanimento di una parte della procura di Milano: è la reazione degli ultimi giapponesi di fronte all'evidenza di un clima diverso tra Berlusconi e la magistratura. Per chi non lo avesse capito: la guerra dei venti anni è finita". Lo scrive in una nota il segretario politico di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

«Né Grillo né Renzi vincerà…Berlusconi»

«Né Grillo né Renzi vincerà…Berlusconi»

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Il Dubbio" del 27 gennaio 2017 - di Davide Varì

«Renzi ci crede e pensa, sbagliando, di poter raggiungere il 40% e governare; Grillo è un prodotto di anni e anni di campagne stampa anticasta e Gentiloni e Mattarella sono due sfumature di grigio». Gianfranco Rotondi, il democristiano dei due millenni (oggi deputato di Forza Italia), ne ha per tutti ma in compenso è molto soddisfatto della nuova legge elettorale sfornata ieri l’altro dalla Consulta.

Onorevole, appena uscita la sentenza della Consulta lei ha esultato parlando di ritorno della Dc…

Era un battuta con un fondo di verità. Il fatto è che la legge elettorale proporzionale porta a privilegiare le identità culturali umiliate dalle coalizioni maggioritarie. E come tutti sanno il colore delle coalizioni è sempre il grigio perché deve per forza di cose sfumare le identità di tutti. Il proporzionale invece ci restituisce i colori forti: il rosso, il bianco, il verde padano. Anche se a ben vedere il verde di Salvini sembra virare sempre più verso il nero.

Insomma, si torna ai bei tempi della prima Repubblica?

In un certo senso sì. Il fatto è che col proporzionale finiscono le coalizioni elettorali e tornano quelle parla- mentari, proprio come allora.

Renzi cambierà la legge?

Lui è convinto di avere una nuova possibilità di tornare al governo, crede davvero di poter raggiungere il 40% e puntare al premio.

Anche lei pensa che il Pd di Renzi possa arrivare al 40%?

Io tenderei a escluderlo. Ho una mia idea… Posso spararla grossa?

Certo…

Sono convinto che se si votasse a giugno potrebbe vincere il centrodestra. Ma solo a condizione di una splendente mediazione tra Berlusconi e Salvini.

In che senso splendente? Vede il centrodestra un po’ ammaccato e opaco?

In questo momento né Forza Italia né Lega sono splendenti, non hanno sex- appeal, hanno perso il brivido che riempie le piazze e incolla le mamme davanti alla tv.

Sembra di rivivere il ‘94: formidabili quegli anni…

Io non dico che si possa tornare a quei giorni, manca il protagonista. Ma pur mancando il personaggio principale possiamo riproporre quello schema.

Ma allora c’era Bossi e oggi Salvini…

Salvini deve poter fare la sua campagna no-Euro ma senza sovrastare i suo alleati, senza umiliare Sillvio e noi democristiani. Deve smetterla di trattarci con sufficienza. Non possiamo tollerare l’umiliazione delle nostre ragioni.

Ma Salvini sembra aver preso una sbandata per Grillo. Esclude un’alleanza tra i due?

Lo escludo. Grillo chiede voti senza alleanze perché il suo è un messaggio totalitario: “Date pieni poteri ai 5 Stelle” dice. Il suo movimento è nato per saltare i corpi intermedi e con l’idea della purezza. Con questo non voglio demonizzarlo. Perfino nella Dc c’è stato un tentativo di deriva autoritaria con Dossetti che scriveva “Tutto il potere alla Dc”. E volendo nobilitare Grillo possiamo dire che in lui rivive un’idea religiosa e spirituale. Del resto, la presunta e assoluta onestà è il sintomo di un messaggio totalitario e non democratico.

Torniamo al palazzo. Mattarella e Gentiloni non faranno nulla per frenare la frenesia elettorale di Renzi?

Sono due sfumature di grigio e non possono far nulla per deviare le cose dal corso che hanno preso.

Neanche il presidente della Repubblica?

Arriva da una tradizione costituzionalista, è un noninterventista per formazione e non potrà far altro che sciogliere le camere e così si andrà a votare a giugno. Ma gli italiani sono saggi.

Saggi nel senso di democristiani?

Gli italiani sceglieranno una “forza tranquilla che governa”, ne sono certo.

Dunque sceglieranno il centrodestra?

Certo, se il centrodestra riuscirà a trovare la quadra vincerà.