Month: dicembre 2017

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Rotondi: «Cattolici con Berlusconi»

Rotondi: «Cattolici con Berlusconi»

"La storia dei cattolici democratici non è il racconto di un'avventura, è la storia della stabilità e del progresso garantiti a questo Paese dalla Democrazia cristiana. Oggi questo compito appartiene a Forza Italia ed a Silvio Berlusconi. Questo è il significato della presenza di Rivoluzione Cristiana nelle liste di Forza Italia e perció abbiamo possibilità di crescita fino al trenta per cento dei voti: questa è la soglia di una vera stabilità politica necessaria al Paese". Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: «Lavoro su liste ma con molta calma. Faremo il 30%, quindi stiamo attenti a tutti i nomi»

Rotondi: «Lavoro su liste ma con molta calma. Faremo il 30%, quindi stiamo attenti a tutti i nomi»

"Sono al lavoro sulle liste, Rivoluzione Cristiana è pronta da tempo a questo appuntamento avendo alle spalle una legislatura di opposizione e di impegno sul territorio". Lo dice il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, che spiega: "Ho chiesto al Presidente Berlusconi qualche giorno in più perché non voglio fare brutte figure lavorando su proposte di candidature nuove: un conto è quando proponi carte conosciute,un conto è quando lavori al rinnovamento che ha anche i suoi margini di incertezza. Non c’è fretta visto che non bisogna raccogliere firme e si lavora con serenità come sempre quando se ne occupa personalmente Silvio Berlusconi. Noi - conclude Rotondi- daremo il nostro piccolo contributo e sono certo che Berlusconi centrerà l’obiettivo del trenta per cento quindi è opportuno ponderare bene i curricula: saranno eletti anche candidati collocati in posizioni apparentemente impossibili".

 

Rotondi: “Pd in caduta, solo Silvio salva il sistema Paese”

Rotondi: “Pd in caduta, solo Silvio salva il sistema Paese”

"Il Pd è in caduta libera e non lo salva né Gentiloni né la Margherita della Lorenzin. Diamo forza a Silvio  aiutandolo a raggiungere il trenta per cento dei voti a  Forza Italia e solo così metteremo in sicurezza il sistema paese". Lo afferma il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: “Bene Berlusconi, faremo il trenta per cento come la Dc”

Rotondi: “Bene Berlusconi, faremo il trenta per cento come la Dc”

"Berlusconi non esagera puntando al trenta per cento: è il risultato minimo della Dc, e noi di Rivoluzione Cristiana vogliamo essere con lui una forza tranquilla di stabilità esattamente come la Dc". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: “Berlusconi unico argine al populismo”

Rotondi: “Berlusconi unico argine al populismo”

"A poche ore dallo scioglimento delle Camere, Berlusconi si profila come il solo argine al populismo e alla deflagrazione dei partiti storici del centrosinistra". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: “D’accordo con Berlusconi, sotto al 30% di FI non c’è vittoria”

Rotondi: “D’accordo con Berlusconi, sotto al 30% di FI non c’è vittoria”

"Sono d’accordo con Berlusconi: sotto al 30 % di Fi non si può parlare di vittoria perché ci sarebbe un Parlamento ingovernabile. Dobbiamo chiedere il voto utile a Fi che è anche un voto necessario per la stabilità del sistema Paese. Gli elettori astenuti sono in gran parte ex democristiani e dunque il nostro compito è particolarmente impegnativo". Lo afferma il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

 

Rotondi: «Sarà Silvio il leader della futura Dc»

Rotondi: «Sarà Silvio il leader della futura Dc»

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Il Tempo" del 23 dicembre 2017 - di Pietro De Leo

«A Cesa e gli altri amici auguro ogni bene e ogni fortuna, che saranno anche il nostro bene e la nostra fortuna visto che sono nostri alleati».

Così Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione Cristiana, commenta la nascita del contenitore neo Dc. Può essere l'inizio della fine della diaspora?
«Difficile immaginare la ricomposizione di frammenti Dc che popolano tutti i partiti, dalla Lega a Liberi e Uguali. Io distinguerei i democristiani dalla Dc. I primi sono dappertutto. La seconda non c'è più e per certi aspetti non c'è ancora. La lista di Cesa è un passo positivo per la creazione di una nuova forza cristiano sociale, che però non vedo separata da Forza Italia, con cui noi di Rivoluzione Cristiana rimaniamo federati».

C'è una prospettiva neo democristiana?
«Io vedo nel futuro una grande Dc cristiana e liberale. Vedo Berlusconi, Cesa, noi e tutti gli altri amici che si rifanno ai nostri valori comuni. Io credo al progetto di Buttiglione del '95, quando spaccò il Ppi non per "andare a destra", ma per realizzare un grande Partito Popolare con Berlusconi. Ora, i tempi sono propizi: se Berlusconi vince le elezioni, diventa anche il leader del Ppe. Mentre la stella della Merkel si offusca, la sua splende, già con Tajani al Parlamento Europeo. Questo progetto non va bruciato in un'avventura elettorale del momento, ma bisognerebbe valutare la possibilità di essere presenti tutti insieme, in una grande lista di centro».

Già in questa tornata?
«E perché no? Adolfo Sarti, un grande democristiano, diceva sempre: "Per un vero Dc non c'è gusto a far politica in una cosa che ha meno del 30%».

Negli anni si sono susseguite valanghe di ricorsi...
«Sì, ma io li ho vinti tutti e sono l'unico depositario dello scudo crociato. Secondo me chi li ha proposti lo ha fatto in buona fede, se mi chiede chi c'è dietro, è una domanda a cui non so rispondere. Però va detto che quanti hanno promosso ricorsi nell'intenzione di far rinascere la Dc, hanno sempre ottenuto l'effetto contrario: sparavano sulla carlinga di un aereo al decollo».

Facciamo un po' di «colore». Potrebbe esistere una Dc non ubicata a Piazza del Gesù?
«Ho sempre suggerito a Berlusconi di prendere un ufficio là, ma sa... la spending review...».

Nel 2018 voteranno per la prima volta elettori nati nel 2000. Come si può pensare che la Dc possa avere un qualche appeal su di loro?
«Secondo me lo ha. Io nel mio profilo twitter interagisco con persone addirittura più giovani. I motivi sono due: la politica è un po' come la moda, evidentemente ora fa tendenza il "doppiopetto vintage" democristiano. E poi sono generazioni cresciute ascoltando i racconti dei nonni. Così, se in televisione Monti parla di debito pubblico e a cena la nonna parla della Dc, alla fine prevale il racconto della nonna».

Rotondi: “Su liste ok a Berlusconi, ma su programma abbiamo priorità”

Rotondi: “Su liste ok a Berlusconi, ma su programma abbiamo priorità”

"Rivoluzione Cristiana è federata a Forza Italia e sulla composizione delle liste non ha trattative in campo perché ho pienamente accettato e condiviso l'impostazione del presidente Berlusconi e la proposta che a suo tempo ci ha rivolto. Sul programma faremo sentire le nostre priorità che sono un piano Marshall vero per l'Africa e un programma di rinnovamento urbanistico e messa in sicurezza delle nostre città". Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Diritto e Rovescio

Diritto e Rovescio

Da "Italia Oggi" del 21 dicembre 2017

Gianfranco Rotondi è il leader del partito Rivoluzione cristiana che, nelle prossime elezioni, correrà con Forza Italia. è anche un politico pieno di spirito. E lui, ad esempio, che ha detto: «Mi sono accorto che siamo entrati in campagna elettorale perché, a seconda della testata, sono presente o assente alle manifestazioni alle quali partecipo». Dice anche: «Alle prossime elezioni, con Fi, saremo il partito di maggioranza relativa con il 30% dei voti». Rotondi cioè si comporta come il padre della Regina Elena (da poco traslata in Italia) Nicola Petrovich Niegos, re del Montenegro, che diceva: «Io e il mio amico, lo zar di tutte le Russie, abbiamo 150 milioni di abitanti». Solo che la popolazione russa, nel 1911, era di oltre 160 milioni di persone mentre quella del Montenegro, alla stessa data, era di 250 mila. Rotondi si ispira quindi a Nicola Petrovich, uno che, rivestito di pelli di capra, amministrava la giustizia sotto un albero di fico ma era anche furbo di tre cotte. Come Rotondi, del resto.