Berlusconi prepara il partito della Rivoluzione

Home / Archive by category "Berlusconi prepara il partito della Rivoluzione"
Fermi tutti: Silvio fa la “Rivoluzione”

Fermi tutti: Silvio fa la “Rivoluzione”

Da "Il Tempo" del 5 ottobre 2017 - di Redazione

Silvio Berlusconi fa la rivoluzione. Sotto forma di un nuovo partito che, per l'appunto, si chiamerà Rivoluzione Italia. A svelarlo è l'AdnKronos, che ha svelato che il nuovo marchio è stato depositato lo scorso 14 settembre presso l'Ufficio brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo economico. Il nuovo soggetto politico sarà presumibilmente affiancato a Forza Italia, conterrà le diverse personalità civiche che vorranno schierarsi con il Cavaliere e, nelle intenzioni di quest'ultimo, dovrebbe controbilanciare l’ala sovranista del centrodestra formata da Lega e Fratelli d’Italia. Sarebbe questa, quindi, la "pazza idea" di cui Berlusconi parla da tempo. Il marchio è stato depositato in tutte le categorie della classificazione di Nizza, così da poter essere utilizzato anche per il merchandising, dai gadget alle spillette. Spulciando il database del Mise, si scopre che già il 2 agosto scorso era stato registrato, sempre a nome di Berlusconi, la dicitura "Rivoluzione per l’Italia". Per entrambi i loghi, il rappresentante legale è l’avvocato Cristina Rossello di Milano. Stavolta l’ex premier sembra fare sul serio e la rivoluzione azzurra tante volte annunciata potrebbe concretizzarsi in un movimento, lontano dalla "vecchia politica", dando maggiore spazio alla società civile e a volti nuovi. L’obiettivo è intercettare il voto di protesta finora incarnato dai grillini e recuperare l’elettorato moderato rimasto deluso dal centrodestra negli ultimi anni, dando maggiore spazio alla società civile.

Rivoluzione cristiana, Rotondi: Siamo l’unica novità nel centrodestra

Rivoluzione cristiana, Rotondi: Siamo l’unica novità nel centrodestra

"Finalmente sta pagando la faticosa scelta di non imbarcare parlamentari e presentare alle elezioni politiche un partito nuovo di zecca, con liste interamente aperte a personalità nuove alla politica" dichiara il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, impegnato a Roma in una No-stop col coordinatore Giampiero Catone per mettere a punto le prossime tappe del tour di presentazione delle 120 donne per la libertà, ossia le nuove segretarie provinciali e regionali dell’unico partito interamente rosa, appunto Rivoluzione Cristiana. La settimana scorsa è stata la volta di Perugia, mercoledì prossimo Rotondi sarà a Pescara e giovedì a Firenze. "Siamo la sola novità nel centrodestra italiano, accanto al movimento animalista della Brambilla" conclude Rotondi "e non escludo che il presidente Berlusconi possa trarre ispirazione dal nostro esperimento per il format di rilancio di Forza Italia alle prossime elezioni politiche".

Rotondi lancia il partito delle donne

Rotondi lancia il partito delle donne

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Il Tempo" del 29 settembre 2017 - di Antonio Rapisarda

Ha in testa "ottomila donne in campo", almeno una per ogni comune d'Italia, per una battaglia che a suo avviso assomiglia a quella «morale» del '48: ieri contro il comunismo, oggi contro l'anti-politica. È il "partito in rosa" con cui Gianfranco Rotondi, deputato dl Forza Italia, intende lanciare la sua Rivoluzione cristiana come elemento n più della «prima gamba» del centrodestra: «Quella formata da Forza Italia, l'Udc e noi...».

Onorevole, che cos'è questa carica delle "120 donne di Rivoluzione cristiana per la vittoria»?
«CI rifacciamo ai comitati civici dei '48 che furono formati da donne cattoliche, le quali fecero la campagna elettorale nelle parrocchie per la Dc regalandoci 70 anni di libertà. Oggi il nemico è l'anti-politica, è la barbarie dei movimenti ribellini: e saranno ancora le donne a salvarci»

C'è un elemento di provocazione?
«Nel mondo democristiano è doppia: perché iI partito in rosa è un atto di accusa a tutti i maschi alfa che hanno fallito per vent'anni l'occasione di dare un partito ai cattolici».

Le centoventi responsabili saranno tutte candidate?
«Alcune si, al. no. A noi interessa soprattutto un gigantesco comitato elettorale: avranno innanzitutto il compito di cercare in ogni Comune almeno un rappresentante. L'obiettivo è almeno avere dunque ottomila donne in campo».

Andremo a votare con Rosatellum?
«Noi puntiamo ad assicurare al centrodestra una maggioranza sufficiente in Camera e Senato. La "missione" ha una asticella tanto alta da rendermi indifferente a qualsiasi legge elettorale. Dobbiamo riaggregare un popolo, non chiuderci in una astuzia parlamentare sulla legge elettorale».

Riaggregare un popolo... Intanto Salvini e Berlusconi sembrano tendere ad altro.
«Ci sono sempre state queste dinamiche. Bossi ne ha dette di tutti i colori a Berlusconi, poi però ha assicurato assieme al Cavaliere i migliori governi della Seconda Repubblica. Sarà ancora così. La Lega non è solo la felpa e le parole d'ordine di Salvini ma è anche la migliore classe dirigente del nord».

Dal Ppe dicono che il centrodestra italiano deve sconfiggere i populisti. Chi glielo dice che i partiti del Ppe in Italia sono alleati con i populisti?
«Non trovo che Salvini rappresenti il  populismo. Quest'ultimo rappresenta l'attacco alla politica, è la criminalizzazione della politica: il grillismo è il populismo. Che poi ci sia un contagio, sia sulla Lega che sul Pd, è indubbio, ma è un contagio che si vaccina con la vittoria della buona politica».

C'è un Intruso nel Ppe "italiano"?
«Il Ppe è ForzaItalia, Udc, Rivoluzione cristiana e il partito di Alfano. Alfano da una legislatura sta al governo col Pd: è quello il campo della sua verifica elettorale»

Ma lei ci sta in questa fantomatica «quarta gamba"?
«La quarta gamba non esiste! A noi interessa fare la prima gamba. Mettendo insieme Forza Italia, Udc e Rivoluzione cristiana siamo la prima forza del centro-destra.: perché dovremmo dividerla?».

Oggi iI Cavaliere compie 81 anni. Cosa gli augura?
«Di godersi il dono di questi giorni. Quattro anni fa dalla sua rimonta dipendeva solo l'elezione di noi suoi deputati, oggi dalla sua rimonta dipende la tenuta del Paese, il futuro governo, persino la borsa. È già la "forza tranquilla" che difenderà l'Italia dai fallimenti della sinistra e dal populismo di Grillo». 9:16P,C0C!,Muziopnefct:,

Silvio brevetta il partito della Rivoluzione

Silvio brevetta il partito della Rivoluzione

Quella parola - "rivoluzione"è tornata spesso nei comizi politici, con diverse accezioni. Talvolta evocata con rabbia, come nel 2013 quando si era arrivati al culmine delle sue vicende giudiziarie: «Se mi arrestano, ci sarà la rivoluzione», diceva. Alla fine il leader e fondatore del centrodestra sembra essersi davvero affezionato a quella parola. Tanto da farne nuovamente il centro del suo programma politico, e perfino qualcosa in più. Già ad agosto Libero aveva rivelato che Berlusconi pensava di sostituire il simbolo di "Forza Italia" con un nuovo movimento o partito che avesse la "rivoluzione nel suo dna". E aveva azzeccato, perché arriva la conferma ufficiale da Euipo, l'ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale. Il 28 luglio scorso Berlusconi ha inviato personalmente (per la prima volta senza appoggiarsi a studi professionali specializzati) una domanda per la registrazione su tutto il territorio europeo del nome di un nuovo partito o lista politica. Il deposito formale è avvenuto il 2 agosto scorso, e il nome destinato a rimpiazzare Forza Italia o comunque a contraddistinguere la possibile lista unica del centrodestra è "Rivoluzione per l'Italia". Iscritto nel registro dei marchi europei con il numero 017062472, è ancora in attesa di prima registrazione, essendoci al momento ancora due settimane per la rivendicazione di eventuali diritti di primogenitura su quel marchio. I rivoluzionari, si sa sono tanti, e soprattutto per tradizione schierati fra le fila dei nemici tradizionali del Cavaliere: i comunisti. Potrebbero inventarsi ancora qualcosa per sottrargli la patente di rivoluzionario. Certo Berlusconi sembra intenzionato a combattere, perché questa volta la scelta di depositare il marchio non è preventiva, né destinata a togliere ad altri la primogenitura come spesso è avvenuto in questi anni. In Europa il Cavaliere ha depositato con studi specializzati ben 21 marchi di possibili partiti, e solo negli ultimi anni ne ha brevettati una sfilza fra cui (con o senza l'articolo "il" davanti e con o senza trattino) "Centrodestra per le libertà", "Centrodestra italiano", "Centrodestra unito", "Italia che lavora", "Grande Italia" e via dicendo. Ma nessuna di queste idee l'ha poi convinto al momento buono, e soprattutto nessuna di quelle sigle aveva mai passato con successo il test dei sondaggi. L'anno scorso il Cavaliere aveva provato a depositare come marchio politico perfino se stesso. Lo accarezzava l'idea di un partito che semplicemente potesse chiamarsi "Berlusconi". La trafila per altro è stata un po' lunga (deposito il 10 giugno 2016, prima registrazione provvisoria il 6 gennaio 2017) e travagliata perché gli uffici del registro europeo lo avevano avvisato che un marchio confondibile con il suo era già stato depositato dalla nipote Alessia Berlusconi per produrre i suoi vini. Avrebbe potuto rivendicarne il copyright. Ma l'incidente ovviamente non si è verificato, e dalla corrispondenza depositata è chiaro che proprio questa estate l'imbarazzante vicenda ha trovato soluzione. La nipote del Cavaliere ha depositato in chiaro anche stilizzato il suo marchio per la produzione enologica: "Alessia Berlusconi wines", e la confusione non è più possibile.