Né migranti, né profughi ma disperati da aiutare

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Né migranti, né profughi ma disperati da aiutare

di Marco Ferraglioni - Responsabile Anticorruzione -

Che l’immigrazione debba essere regolamentata non è novità, l’italia e il mondo sono spaccati a metà, da una parte i populisti di estrema destra, dall’altra parte il mondo cattolico e associazioni umanitarie che stanno facendo la loro parte, spesso sostituendosi ai Governi. Le strazianti immagini del piccolo siriano restituito dalle onde cadavere sulla spiaggia turca di Bodrum sono l’emblema delle colpe, morali e legali, dell’Occidente e hanno risvegliato gli animi di tutti. Sull’immigrazione i dati degli arrivi in Italia sono meno allarmanti di quanto si dice e si pensa. Visto che nei primi 8 mesi del 2015 abbiamo accolto appena 2 mila immigrati in più rispetto allo stesso periodo del 2014: 114.285 contro i 112.205. Vale anche la pena riflettere sulla classifica dei paesi UE in base al numero delle richieste d’asilo pervenute che vede l’Italia fuori dal podio: basti pensare che la Germania ha avuto dal 1/1/2015 al 30/6/2015 117.785 richieste di asilo,l’Ungheria 66785, la Francia 26.555, la Svezia 25.985 mentre l’Italia si attesta a 25.200. Grande attenzione della Chiesa al fenomeno: l’appello del Santo Padre di Domenica 6 settembre in piazza San Pietro davanti milioni di fedeli, eloquente più che mai :«Ogni parrocchia accolga una famiglia» a tal riguardo importante sottolineare l’impegno della Caritas diocesana che si fa carico di 6 mila migranti al giorno. Il punto su cui bisogna partire è non distinguere i migranti dai profughi ma aiutare i disperati. La via da perseguire è quella dal Professor Andrea Riccardi Presidente della Comunità Sant’ Egidio nel suo editoriale su Famiglia Cristiana, che dichiara: “Accogliere i profughi, spegnere le guerre - La vera emergenza è portare la pace nei Paesi di origine”. Ritengo che un discorso diverso vada fatto per i migranti economici e su questo penso che la via da perseguire sia quella adottata dall’Australia. Le nuove regole sono chiarissime: a nessun migrante proveniente via mare illegalmente sarà permesso l’accesso al territorio australiano, discorso diverso per l’Europa perchè non c`è sicurezza, se il Mediterraneo non torna a essere un mare di pace e qui sottoscrivo l’appello del Cardinal Angelo Bagnasco Presidente Cei che chiede che intervenga l’ONU per affrontare seriamente il problema sia politicamente che economicamente. E’ chiaro sottolineare che in Europa urge la regolamentazione UE delle richieste di asilo politico in quanto ne esistono attualmente 28 differenti, notizia di oggi del cambio di passo è stata la riapertura della frontiera tedesca che ha accolto i profughi provenienti dalla Siria. L’ Italia prevede che il bilancio migranti si chiuderà nel 2015 con 200 mila arrivi, confermandosi solo terra di passaggio in quanto la maggior parte dei migranti è diretta verso il nord Europa. Triste il primato su cui tutta l’opinione pubblica deve riflettere sui circa 2300 morti nella traversata della speranza nei nostri mari e da non dimenticare poi che la nostra è una nazione di emigranti: dal 1873 al 1973 hanno lasciato l’Italia 27 milioni di nostri connazionali per un futuro migliore. Il problema italiano è anche logistico come ha sostenuto al Congresso fondativo di Rivoluzione Cristiana il Presidente Gianfranco Rotondi : “L’Italia non può contenere l’Africa, il problema è anche di proporzioni” e aggiungo da popolo cattolico non possiamo voltarci dall’altra parte. Che l’Europa debba fare la propria parte è ormai retorica considerati i fallimenti di Frontex e delle politiche dell’immigrazione europee.

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