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Rotondi: io leale con Silvio ma le comunali sono una storia nuova

Rotondi: io leale con Silvio ma le comunali sono una storia nuova

«In Parlamento, il mio dovere è rimanere con Silvio Berlusconi, nel cui nome sono stato eletto e a cui sono legato da reciproco affetto e stima. Questo vincolo non condizionerà Rivoluzione Cristiana nelle scelte amministrative perché la missione del nostro partito è ricomporre una credibile area cattolica democratica». Lo dichiara il Presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. «A questo scopo -spiega Rotondi- saranno possibili solo intese specifiche, con candidati che condividano i contenuti sociali della nostra proposta cristiana. Resto persuaso che una forza cristiana debba trovare nel centrodestra l'interlocutore più naturale, ma devo prendere atto - continua il deputato - che al centrodestra che sta nascendo oggi la questione cristiana e democristiana importa poco. Mi pare dunque abbastanza naturale -conclude- lo sbocco di candidature autonome di area cattolica dove sarà possibile realizzarle a cominciare da Milano e Roma».
Rivoluzione cristiana, la politica del Bene Comune

Rivoluzione cristiana, la politica del Bene Comune

Papa Francesco è il leader di 1,2 miliardi di cattolici nel mondo. Porta con sé messaggi forti per ciò che riguarda disuguaglianza economica, cambiamento climatico ed altro. Affronta la necessità di rinnovare le istituzioni civiche affinché riconoscano la dignità di tutte le persone. Ha lanciato un urgente appello affinché «la dignità e la centralità di ogni individuo siano sempre salvaguardate» al fine di realizzare la giustizia, soprattutto per coloro i cui diritti sono stati calpestati. Papa Francesco ha chiesto ai leader di tutto il mondo di prendere in considerazione questi individui, affinché le istituzioni politiche possano adoperarsi per la loro inclusione nella società. Secondo Papa Francesco, «è responsabilità dello Stato salvaguardare e promuovere il bene comune sulla base dei principi di sussidiarietà e solidarietà, impegno al dialogo politico e costruzione del consenso. Lo Stato gioca un ruolo fondamentale, che non può essere delegato, per lo sviluppo integrale di tutti ».
Nella sua prima esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", ha scritto che la politica, «anche se spesso è denigrata, rimane una vocazione alta e una delle più alte forme di carità, in quanto ricerca il bene comune». Le parole di Papa Francesco, «preghiamo per i leader, che ci governano bene», sono uno stimolo ad andare avanti nella costruzione politica di un progetto aggregativo dell’area cattolica nel nostro Paese, animato da tutte quelle persone di buona volontà che, affrancati da interessi personali, abbiano a cuore una economia sociale di mercato ed il bene comune nel nostro Paese.
Giampiero Catone

 

Serve un ritorno dei cattolici democratici

Serve un ritorno dei cattolici democratici

Fuori discussione la partecipazione all'appuntamento del Family day come chiarito, negli scorsi giorni, dal presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi: «Ho rispetto per il Family day ma il cattolicesimo politico è Europa, Welfare, Costituzione, Sud, non la crociata con i gay. Su questo punto la mia posizione è chiara: non voterò la Cirinna' ma, in pieno Giubileo, la piazza del Family day non è un contributo alla distensione». Rotondi interviene anche sulle prossime amministrative: «Ho fondato Rivoluzione Cristiana allo scopo di riconquistare l'area cattolica. Nella corsa alle amministrative siamo pronti a fare la nostra parte».

 

Unioni civili, Rotondi: «Famiglia non va volteggiata come sciabola»

Unioni civili, Rotondi: «Famiglia non va volteggiata come sciabola»

«La piazza del Family day è il passato, l'arroccamento sui temi trasversali, il ventennio degli atei devoti. Serve un ritorno dei cattolici che si sporcano le mani col sorriso del dialogo, non con la famiglia volteggiata come una sciabola». Lo scrive in una nota Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana.

 

Rotondi: «Piazza merita ascolto, Io nè con Cirinnà, nè con sentinelle in piedi»

Rotondi: «Piazza merita ascolto, Io nè con Cirinnà, nè con sentinelle in piedi»

Il Presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, annuncia su Twitter che non andrà al Family day: «È una piazza che merita ascolto ma io non sto nè con la Cirinna' nè con le sentinelle in piedi. Sono un cattolico liberale». Non tarda ad arrivare la reazione di "Generazione famiglia", una delle sigle promotrici: «Sei un opportunista democristiano». E Rotondi controbatte: «Vi manca lo spirito di dialogo, sapete solo insultare. Siete aspiranti Binetti, ma senza la simpatia di Paola». E infine una sintesi democristiana: «Da sempre il mondo cattolico è plurale, è la sua ricchezza».

 

Rotondi: «Vinceremo solo se rinasce area cattolica»

Rotondi: «Vinceremo solo se rinasce area cattolica»

«Ieri alla trasmissione "Un giorno da pecora" non ho fatto una battuta: credo davvero a Silvio Berlusconi quando dice che possiamo recuperare dieci punti e vincere le prossime elezioni politiche, al primo turno». Lo dice Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana, che aggiunge: «Ci credo al punto da aver riaperto il cantiere di una forza di ispirazione cristiana che è sempre stata architrave o puntello del blocco elettorale vincente. Non da solo -conclude Rotondi- ma punto a un'area cattolica pesante e pensante quindi capace di fare la differenza».

 

Conservatori e progressisti cattolici

Conservatori e progressisti cattolici

L’avvio della rivoluzione cristiana di Francesco ha riaperto la discussione tra due scuole di pensiero nell’elettorato cattolico: la visione progressista e quella conservatrice. Una discussione che si trascina dal 19esimo secolo, quando la gerarchia cattolica, dopo l'esperienza della rivoluzione francese, si allineò con l'establishment politico conservatore nella lotta contro la modernità. La risposta dell'Europa a questa alleanza fu l'anticlericalismo.
L’America, dal canto suo, accettò la separazione tra Chiesa e Stato. Di conseguenza, i Vescovi americani sono stati sempre identificati come difensori dei sindacati, delle famiglie e della classe operaia.
Il Concilio Vaticano II orientò il cattolicesimo allontanandolo dalla fortezza di quella mentalità ottocentesca, per aprire un nuovo dialogo con il mondo moderno, al fine di prepararne il futuro per inaugurare un'epoca di evangelizzazione e di rinnovamento.
Ma il rinnovamento auspicato fu dirottato, in molti casi, da coloro per i quali rinnovo significava trovare spazio nello spirito degli anni ‘60, traghettando la Chiesa lungo le linee del protestantesimo liberale.
La Chiesa post-Concilio si trovò, perciò, divisa in due campi. Il primo pronto a mantenere la continuità con la dottrina e la tradizione cattolica; l'altro rimasto fedele allo spirito di un Concilio tenutosi in concomitanza con le mode culturali del tempo e pronto a prenderne la scia.
I Papi post-Concilio respinsero l'ermeneutica della rottura, ispirando il tipo di rinnovamento che i padri conciliari avevano sperato: una generazione di vescovi, sacerdoti e laici pronti a testimoniare la pienezza del cattolicesimo e lo splendore della sua verità.
Papa Paolo VI costrinse la maggioranza progressista ad accettare numerosi compromessi. Ciò portò ad una documentazione finale con un linguaggio ambiguo e talvolta contraddittorio.
I progressisti accettarono i compromessi perché videro il Concilio come l'inizio di un processo di riforma, non come una conclusione. I compromessi dei testi ambigui erano semplicemente un modo per rinviare la discussione.
La lotta tra conservatori e progressisti continuò dopo il Consiglio, nella interpretazione di questi testi.
Giovanni Paolo II presentò una loro interpretazione autorevole e spesso conservatrice. Che sia stato progettato o frutto del caso, il pontificato di Giovanni Paolo ruppe l'alleanza tra vescovi e teologi che aveva avuto tanto successo durante il Vaticano II.
Oggi, l'anticlericalismo è vivo tra i liberali politici. Molto di ciò che etichettano come anti-cattolicesimo in realtà è anticlericalismo.
Né conservatori, né progressisti danno, però, una valida spiegazione per giustificare l'esodo cattolico, la fuga dalle vocazioni e l’erosione dell'identità cattolica. Per molti fedeli ha poco a che fare con la teologia ma più con un contrasto con le loro opinioni politiche ed economiche e con un desiderio del senso di comunità, troppe volte assente.
La concorrenza – se così si può definire - tra conservatori e progressisti aiuta a definire la Chiesa di oggi. Sarebbe auspicabile avviare un dialogo tra di essi che non sfoci in un declino irreversibile delle nostre radici e della nostra identità.

 

Rotondi: Manca forza cattolica che stabilizzi centro-destra

Rotondi: Manca forza cattolica che stabilizzi centro-destra

Centrodestra, Rotondi: Manca forza cattolica che stabilizzi coalizione

"In Italia chi si è scritto la legge elettorale a misura poi ha perso le elezioni: la Dc col mattarellum, Forza Italia col porcellum e, a quanto pare, Matteo Renzi con l'Italicum". Così Gianfranco Rotondi su twitter, che poi ha indicato la rotta di Rivoluzione Cristiana Continua

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

I sondaggi sono chiarissimi: il centrodestra è fermo al palo e il voto ex democristiano è letteralmente prosciugato da Renzi. O il 19 e 20 dal nostro Congresso rinasce un centro cattolico o prepariamoci ad assistere al derby Renzi - Di Maio

Con foto Bologna, si rischia di sbattere

Con foto Bologna, si rischia di sbattere

"Toti ha ragione: la foto di Bologna ci porta a sbattere se non nasce una quarta gamba moderata e -aggiungo io- cattolica. Ma la candidatura di Sallusti non è un ostacolo perché il direttore del Giornale è intellettuale aperto e inclusivo". Così commenta l'intervista di Toti sul Corriere della Sera Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione Cristiana. Continua