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Unioni civili, Rotondi a Renzi: libera Chiesa in libero Stato

Unioni civili, Rotondi a Renzi: libera Chiesa in libero Stato

«Come Renzi, sono un cattolico di formazione laica, quali li sfornava solo l'insostituibile scuola quadri della Democrazia Cristiana. Trovo però sconveniente, che il Premier rintuzzi a brutto muso il Presidente della Cei, che si limita a auspicare un voto di coscienza sulla Cirinnà3. Così Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana, che aggiunge: «A Renzi rispondo non tanto citando De Gasperi, ma Cavour, e la sua 'libera Chiesa in libero Stato», definizione ormai retorica, ma a quanto pare, non ancora assimilata da tutti i governanti».

 

Rivoluzione cristiana, la politica del Bene Comune

Rivoluzione cristiana, la politica del Bene Comune

Papa Francesco è il leader di 1,2 miliardi di cattolici nel mondo. Porta con sé messaggi forti per ciò che riguarda disuguaglianza economica, cambiamento climatico ed altro. Affronta la necessità di rinnovare le istituzioni civiche affinché riconoscano la dignità di tutte le persone. Ha lanciato un urgente appello affinché «la dignità e la centralità di ogni individuo siano sempre salvaguardate» al fine di realizzare la giustizia, soprattutto per coloro i cui diritti sono stati calpestati. Papa Francesco ha chiesto ai leader di tutto il mondo di prendere in considerazione questi individui, affinché le istituzioni politiche possano adoperarsi per la loro inclusione nella società. Secondo Papa Francesco, «è responsabilità dello Stato salvaguardare e promuovere il bene comune sulla base dei principi di sussidiarietà e solidarietà, impegno al dialogo politico e costruzione del consenso. Lo Stato gioca un ruolo fondamentale, che non può essere delegato, per lo sviluppo integrale di tutti ».
Nella sua prima esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", ha scritto che la politica, «anche se spesso è denigrata, rimane una vocazione alta e una delle più alte forme di carità, in quanto ricerca il bene comune». Le parole di Papa Francesco, «preghiamo per i leader, che ci governano bene», sono uno stimolo ad andare avanti nella costruzione politica di un progetto aggregativo dell’area cattolica nel nostro Paese, animato da tutte quelle persone di buona volontà che, affrancati da interessi personali, abbiano a cuore una economia sociale di mercato ed il bene comune nel nostro Paese.
Giampiero Catone

 

Rotondi: «Centrodestra recuperi l’area del voto cattolico»

Rotondi: «Centrodestra recuperi l’area del voto cattolico»

«Dico alle mie amiche Gelmini e Meloni che il problema della nostra area non è Salvini. Il nostro problema è aver ceduto l'area del voto cattolico a Renzi. A furia di sputare sulla storia della Dc abbiamo perso i voti dei democristiani che hanno permesso tutte le vittorie elettorali del centrodestra. Metto in campo Rivoluzione Cristiana con la speranza che anche in Italia i cattolici possano votare diversamente che a sinistra». Lo dice Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana.

La Misericordia del terzo millennio

La Misericordia del terzo millennio

Gli attacchi terroristici a Parigi, la sparatoria nella clinica in Colorado e il massacro di San Bernardino hanno lasciato un clima di rancore e di insicurezza. Conseguentemente, un demagogo miliardario conduce le primarie repubblicane USA per la carica più potente del mondo, alimentando il risentimento economico e razziale. Con spavalderia, Donald Trump promette un muro come confine impenetrabile e il divieto ai musulmani di entrare nel Paese. Il presidente della Liberty University invita gli studenti cristiani ad armarsi per «porre fine ai musulmani prima che questi camminino e uccidano». Più di trenta governatori si stanno impegnando per sbattere la porta in faccia a famiglie in fuga dalla violenza e dalla morte in Siria. Dodicimila sfollati sono bloccati nel deserto tra la Siria e la Giordania. In Italia, leader politici di partiti quotati al 14-15% nei sondaggi, mentre da una parte si ergono a difensori dei valori cristiani, si scagliano contro la correttezza solidale in politica estera. Un piccolo dettaglio: Maria, Giuseppe e Gesù si rifugiarono attraversando un confine per sfuggire ad un leader omicida.
Di fronte alla minaccia esistenziale del terrorismo, alla paura vergognosa, al frastuono disorientante di un ciclo di notizie 24 ore al giorno, all'istinto di accovacciarsi e tenere strette le nostre ideologie, i pregiudizi possono essere facili da comprendere. Bloccare le porte. Spegnere le luci. Acquistare una pistola.
In questo Caos si apre un anno di misericordia. Un percorso cristiano, un percorso più fiducioso, nonostante sia un percorso difficile.
Come i Vangeli ci hanno tramandato, Gesù veniva seguito da un gruppo – gli Apostoli - eterogeneo, lontano dalle zone di comfort. Capovolge norme ed aspettative della società. A volte, le sue lezioni sembrano irrazionali. Amate i vostri nemici. Come mai? Che cosa significa questo? Il mese scorso, nella Repubblica Centrafricana dilaniata dalla guerra, dove musulmani e milizie cristiane combattono una guerra civile, Papa Francesco ha insistito sul fatto che una delle "caratteristiche essenziali" dell’essere cristiano è un amore per i nemici, che ci protegge dalla tentazione di cercare vendetta e dalla spirale di ritorsioni senza fine.
Nel momento in cui la Chiesa Cattolica ha avviato l’anno giubilare della Misericordia, vale la pena pensare a cosa significa misericordia in un'epoca di terrore, di fronte ad un buio strisciante nel nostro umore politico. Qualcuno potrebbe liquidare la misericordia come troppo morbida. È un errore. Come il Cardinale tedesco Walter Kasper descrive nel titolo del suo libro, la misericordia è l’essenza del Vangelo e la chiave della vita cristiana.
Ben oltre la vita ecclesiale, vi è una politica di misericordia profondamente legata alla giustizia ed al bene comune. La misericordia non è cieca alle modalità in cui le strutture sociali sono in grado di diminuire la dignità umana e perpetuare la disuguaglianza. Incarcerazione di massa, devastazione ambientale, razzismo sono una “economia di esclusione" che dovrebbe obbligarci a concepire la misericordia non come un ideale astratto o un concetto teologico, ma come un qualcosa di tangibile che richiede un intervento individuale e collettivo. I grandi leader morali e i profeti lo hanno sempre compreso. Essere un discepolo di misericordia è contro-culturale. Dorothy Day - la giornalista e attivista sociale, famosa per le sue campagne di giustizia in difesa dei poveri, dei senzatetto e dei lavoratori, che si convertì al cattolicesimo nel 1927 – lottò per le sue idee chiedendosi sempre perché tanti erano poveri, e ha rischiato la sua reputazione per protestare contro la guerra. Martin Luther King ed altri attivisti meno celebri del Movimento per i diritti civili sapevano che rischiavano l’assassinio a causa del loro impegno per la misericordia e la giustizia. L'ombra della morte non li ha fermati.
Papa Francesco ha un talento per spiegare l'essenza della misericordia. Ha anche coniato un nuovo termine: “misercordiando”. In questo modo, la misericordia non è solo un oggetto, uno statico sostantivo, ma un verbo attivo. La Misericordia richiede di abbandonare le sicurezze, affrontando la complessità, anche di fronte al male. Il cristiano non viaggia da solo in questo percorso difficile. Crediamo che "la luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolta", come si legge nel Vangelo di Giovanni. Niente di tutto questo ci da una risposta chiara su come dare un senso alla violenza insensata, all'estremismo radicale o alla codardia dei politici che sfruttano la paura.
Ma per quelli di noi per i quali il Salvatore è nato in un avamposto polveroso dell'Impero Romano, e che traggono speranza da un Dio vicino a noi che ha preso la forma di servo e di gioia con esperienza, dubbio , sofferenza e morte, il Verbo si fa carne, e nell'Incarnazione sperimentiamo il divino non come un'astrazione lontana, ma come un incontro tra gli individui. Le persone di fede non devono mostrarsi ingenui davanti ai reali pericoli del mondo, o ciechi di fronte all'ipocrisia e alla viltà di molti di coloro che agiscono in nome della religione, per trovare la forza in un Dio vicino al rifugiato, alla donna vedova per via di un attacco drone, al tranquillo musulmano.
Dopo la sparatoria di San Bernardino che ha ucciso 14 persone, il New York Daily News ha pubblicato un articolo provocatorio in prima pagina dove scriveva l"Le preghiere non funzionano" ed osservava che non erano abbastanza forti per impedire un altro atto di violenza armata. La falsa scelta di contrapporre la preghiera all'azione è una sciocchezza. La preghiera può approfondire un impegno per la trasformazione sociale. «Stringendo le mani in preghiera», il teologo protestante Karl Barth ha osservato, «è l'inizio di una rivolta contro il disordine del mondo».
La preghiera e la misericordia non sono date a buon mercato. Entrambi richiedono un duro lavoro e una dura lotta. Cristo entra nel mondo nel caos, nella violenza e nella paura. Non dobbiamo disinfettare la stalla di Betlemme e addomesticare il Vangelo per appianare gli angoli radicali. In questo tempo Santo, sacro e profano, come sempre, non sono mai distanti. Raggiungiamo la luce a piedi attraverso l'oscurità.

Una candela per i cristiani uccisi nelle Filippine

Una candela per i cristiani uccisi nelle Filippine

L’attacco condotto da ribelli musulmani, il giorno di Natale,contro comunità cristiane nelle Filippine, causando 14 morti tra i fedeli, è la più recente testimonianza del clima persecutorio nel quale i cristiani sono vittime silenziose.. Occorre dare voce a questi silenzi, sulla via tracciata da Papa Francesco durante l’Angelus di Santo Stefano, e fermare la spirale ascendente di violenza nella quale l’umanità sta scivolando.

Preghiamo per i cristiani perseguitati nel vergognoso silenzio

Preghiamo per i cristiani perseguitati nel vergognoso silenzio

Rivoluzione cristiana, raccoglie l’appello del Papa: «Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti». Francesco in un nuovo tweet, diffuso sul suo account @Pontifex nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, affronta il drammatico tema della persecuzione cristiana nel mondo. «Il perdono trasforma l'odio – ha continuato il Pontefice durante l’Angelus - questo gesto rende il mondo più pulito».
La persecuzione dei cristiani nel mondo sta crescendo, anche in posti dove non era così marcata nel recente passato, come in alcune regioni dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa Subsahariana. L’estremismo islamico è la fonte principale – ma non l’unica - di tale persecuzione, ma assume nuove forme, come i califfati dell’IS in Siria e Iraq e di Boko Haram in Nigeria. Sudan, Eritrea e Nigeria, segno che L’Africa rimane uno scenario centrale della persecuzione anticristiana, con i casi di Sudan, Eritrea e Nigeria. L’estremismo islamico ha due centri di gravità globali: uno nel Medio Oriente arabo e l’altro nell’Africa sub sahariana. In stati a maggioranza cristiana i credenti stanno sperimentando un livello senza precedenti di esclusione, discriminazione e violenza. Oltre all’estremismo islamico, come fonte di persecuzione crescono la paranoia dittatoriale e la criminalità organizzata.
La Corea del Nord è al °1 posto per il 13° anno consecutivo. Le stime sui cristiani imprigionati negli orribili campi di prigionia nordcoreani sono tra i 50.000 e i 70.000.
L’imponente fenomeno dei rifugiati/profughi in fuga da paesi come Siria, Iraq, Nigeria ed altri paesi africani sta cambiando la geografia cristiana dei Paesi.
Nel 2014, i Paesi dove i cristiani hanno sperimentato maggiore violenza sono stati in questo ordine: Nigeria, Iraq, Siria, Repubblica Centrafricana, Sudan, Pakistan, Egitto, Myanmar, Messico e Kenya. Secondo le stime di “World Watch List 2015“, 4.344 cristiani sono stati uccisi per ragioni strettamente collegate alla loro fede, mentre almeno 1.062 chiese sono state attaccate per la stessa ragione.

Dal Giubileo la Nuova Frontiera dei Cristiani in Politica

Dal Giubileo la Nuova Frontiera dei Cristiani in Politica

Dal Giubileo verso la Nuova Frontiera dei Cristiani in Politica

La Chiesa che avvia l'Anno della Misericordia è stata alimentata da un Papa gesuita che appare molto più intenzionato a effettuare un aggiornamento aperto al futuro più che definire un piano a lungo termine di riforme. Le analogie tra l’operato di Giovanni XXIII e quello di Bergoglio sanciscono analogie negli orizzonti da definire: il primo valutò l’esigenza di un Concilio per riportare la Chiesa a contatto col popolo. Il secondo avvia l’Anno Santo della Misericordia per riportarla nelle mani del popolo.
Su questo terreno, è necessario sottolineare il grande bisogno di riportare un senso di responsabilità tra i cristiani impegnati in politica, alimentando quell’onda di affetto e di ammirazione che si è riversata da Bergoglio sul mondo moderno dell'umanità. I valori della Dottrina Sociale cristiana non sono stati rispettati ed occorre aprire una "nuova fase" nella quale questi valori siano pienamente immersi nel mondo, in dialogo con la sua gente e con il canale della misericordia di Dio verso i peccatori, i poveri, i deboli e gli emarginati.
È necessario perciò rilanciare questo progetto, seriamente danneggiato da una mentalità di ritiro, recupero e autoreferenzialità.
Le critiche sono il livellamento di coloro che non hanno coraggio e lungimiranza per un impegno in politica profetico in grado di leggere i segni dei tempi. Radicalizzare l’ispirazione cristiana in politica sottintende la capacità di coniugarle con lo spirito laico ed ecumenico del nostro Paese - pur nella consapevolezza dell’esistenza di ostacoli enormi – declinandole in un approccio creativo in grado di portare a compimento questo progetto, ed a personalità di discernimento in grado di affidarsi con fiducia irremovibile alla guida e l'ispirazione dello Spirito Santo.
Il Giubileo della Misericordia è, di per sé, il frutto di tale ispirazione, e potrebbe rivelarsi un momento monumentale nella storia recente della Politica. E, a seconda di come ci si muoverà, potrebbe essere più grande di qualsiasi cosa nessuno abbia ancora immaginato.

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

O rinasce centro cattolico o sarà derby Renzi-Di Maio

I sondaggi sono chiarissimi: il centrodestra è fermo al palo e il voto ex democristiano è letteralmente prosciugato da Renzi. O il 19 e 20 dal nostro Congresso rinasce un centro cattolico o prepariamoci ad assistere al derby Renzi - Di Maio

Dal 19 dicembre forza cristiano-liberale nel centro-destra

Dal 19 dicembre forza cristiano-liberale nel centro-destra

Dal 19 dicembre forza cristiano-liberale nel centro-destra.

Mentre Rivoluzione cristiana si appresta a svolgere il suo primo Congresso Nazionale, il 19 e 20 dicembre, l’attenzione politica, concentrata sulla lotta al terrorismo dopo i fatti di Parigi, continua a guardare ai tentativi del centro-destra di trovare Continua

Con foto Bologna, si rischia di sbattere

Con foto Bologna, si rischia di sbattere

"Toti ha ragione: la foto di Bologna ci porta a sbattere se non nasce una quarta gamba moderata e -aggiungo io- cattolica. Ma la candidatura di Sallusti non è un ostacolo perché il direttore del Giornale è intellettuale aperto e inclusivo". Così commenta l'intervista di Toti sul Corriere della Sera Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione Cristiana. Continua