democrazia cristiana

Home / Posts tagged "democrazia cristiana"
Rotondi a Conte: Serve una nuova Dc come argine al suo governo

Rotondi a Conte: Serve una nuova Dc come argine al suo governo

"Il presidente Conte oggi dice che non serve una nuova Dc ma una democrazia dei cristiani. Intanto apprezzo che il premier affronti tematiche che per gli altri appartengono solo alla storia o a pochi cultori della materia come me. Aggiungo che in una nuova Dc il presidente Conte ci starebbe bene per garbo, cultura e contegno istituzionale. Purtroppo per lui, però, il Presidente Conte guida un governo di esagitati populisti in gara tra di loro a calpestare principi,metodi e valori del cattolicesimo democratico. Insomma una nuova Dc serve proprio per arginare il governo presieduto dal presidente Conte". Così Gianfranco Rotondi presidente della Democrazia Cristiana, che terrà i suoi stati generali a Roma il prossimo 23 novembre, risponde al presidente del Consiglio Conte che a 'Famiglia Cristiana' dichiara che 'non serve una nuova Dc'.

Conte: “Il pensiero dei poveri mi tormenta” *

Conte: “Il pensiero dei poveri mi tormenta” *

"Mi tormenta il pensiero delle persone che vivono in assoluta povertà, delle persone che sono completamente esiliate dal consesso sociale". Sono le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una lunga intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, nel numero in edicola domani. "Risponderemo a questa emergenza stanziando somme cospicue per introdurre il reddito di cittadinanza. Ma eviteremo che questa misura esaurisca le sue finalità sul piano meramente assistenziale". "Condizioneremo l'erogazione di queste somme all'impegno dei destinatari a riqualificarsi presso i centri per l'impiego - premette il premier - che potenzieremo in linea con le migliori prassi internazionali. Il nostro obiettivo è recuperare i cittadini svantaggiati dal circuito lavorativo, in modo da restituire loro dignità, e coniugare equità, efficienza e produttività, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali".

LA 'DEMOCRAZIA DEI CRISTIANI' - Il premier parla, poi, del "rinnovato impegno dei cattolici nella vita pubblica" che, dice, rappresenta "una risorsa etico-politica di cui il nostro sistema democratico può senz'altro giovarsi. Non credo, tuttavia, che questo impegno debba tradursi nelle forme della costituzione di una nuova compagine partitica". "Per parafrasare liberamente il pensiero di Scoppola - cita il premier - più che a una rinnovata 'democrazia cristiana' penso piuttosto a una 'democrazia dei cristiani', che intendo come spazio pubblico in cui i cristiani si cimentano e confrontano, muovendo da angoli visuali e, quindi, formazioni politiche anche differenti, con lo scopo di individuare i percorsi più efficaci per realizzare il bene comune".

IL NODO IMMIGRAZIONE - Il decreto immigrazione e sicurezza "nasce dalla duplice esigenza da un lato di fronteggiare in maniera efficace le minacce terroristiche che possono annidarsi anche nei flussi migratori, e dall'altro lato di regolamentare il sistema dell'accoglienza degli immigrati, adeguandolo agli standard europei e internazionali". "La premessa - chiarisce a Famiglia Cristiana - è ribadire che alle persone che hanno diritto allo status di rifugiato, cioè coloro che fuggono da gravi situazioni come guerre, persecuzioni, calamità naturali o varie forme di violenza, non verrà mai negata l'accoglienza". Conte assicura che "nessuno sarà rimpatriato se nel Paese di origine non persistono adeguati standard di sicurezza. Introduciamo, questo sì, una puntuale regolamentazione del "permesso speciale", che prevede permessi di soggiorno di un anno poi convertibili anche in permessi di lavoro e di studio, evitando l'uso strumentale e abusivo della domanda di protezione internazionale". "Sono anni che l'Italia si ritrova isolata a gestire il fenomeno degli sbarchi. La nostra Marina ha operato in modo encomiabile in condizioni difficilissime. Non è mai venuta meno ai suoi doveri di soccorso ed è sempre intervenuta a salvare e ad assistere vite in pericolo", rileva il premier intervenendo sul caso Diciotti "dove - spiega - abbiamo prontamente fatto sbarcare 13 persone che erano in situazioni critiche e, successivamente, i bambini e le donne vulnerabili", tuttavia "non è più tempo di attestati di solidarietà. Né tantomeno possiamo accettare lezioni di umanità da chi si affida alla retorica dei proclami, smentita però dalla verità delle azioni". Il dialogo con l'Europa "rimane in ogni caso lo strumento privilegiato per giungere a dei risultati" ma "i soccorsi in mare e gli sbarchi devono essere gestiti in base a un meccanismo europeo pienamente condiviso".

* Dal sito: http://www.adnkronos.com
link all'articolo originale: Clicca quì

Nuova Dc, primi sondaggi tra uno e tre per cento. Rotondi: “Decideremo con Berlusconi come presentarci”

Nuova Dc, primi sondaggi tra uno e tre per cento. Rotondi: “Decideremo con Berlusconi come presentarci”

"Il prof. Amadori testa la nuova Dc, tra l'uno e il tre per cento. Non è male per una lista ancora da inventare. Rivoluzione Cristiana intanto c'è e si radica come partito delle donne e della famiglia. Essendo federati a Forza Italia decideremo con Berlusconi come coordinarci e presentarci agli elettori". Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: “Cinquanta donne per la Lombardia. Berlusconi? Un santo. La Dc: farà il trenta per cento”

Rotondi: “Cinquanta donne per la Lombardia. Berlusconi? Un santo. La Dc: farà il trenta per cento”

Pienone di donne democristiane per il segretario politico di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, che torna al Pirellone, dove fu consigliere all'inizio del suo impegno politico: al 26esimo piano Rotondi sta presentando la squadra lombarda di Rivoluzione Cristiana, ben cinquanta tra segretarie provinciali e cittadine, delle dieci province lombarde. Tutte insieme con Rotondi le donne di Rivoluzione Cristiana hanno posato coi fotografi. Alla giornalista Rai che chiedeva la previsione di una percentuale per la nuova Dc il leader di Rivoluzione Cristiana ha risposto con una battuta del leader dc,Adolfo Sarti: "Tutto ciò che prende meno del trenta per cento non ha nessun interesse per un democristiano". E su Berlusconi Rotondi dice: "È un santo, alla sua età e nella sua posizione nessuno si sottoporrebbe a questo nuovo supplizio".

Rotondi: “È Berlusconi la nuova Dc. Noi portiamo solo lo stemma di famiglia”

Rotondi: “È Berlusconi la nuova Dc. Noi portiamo solo lo stemma di famiglia”

"Intensa giornata milanese per il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi: oggi a Milano partecipa in Assoedilizia all'evento della "Fondazione Sullo" sulla rottamazione edilizia e domani presenta in Regione "il partito delle donne". Arrivando in Assoedilizia così illustra il progetto della lista Dc: È Berlusconi la nuova Dc, dopo 24 anni tutti devono farsene una ragione: finita la Dc è stato Berlusconi a ereditarne l'elettorato, il ruolo e negli ultimi tempi anche il linguaggio. Io e Cesa - ha concluso -  al massimo possiamo aggiungere lo stemma di famiglia e lo useremo per promuovere una nuova generazione di dirigenti cattolici".

La carica dei centristi per Silvio

La carica dei centristi per Silvio

da "Huffington Post" del 15 novembre 2017 - di Alessandro De Angelis (Vicedirettore, L'Huffpost)

Croce su croce, come si diceva una volta. Gianfranco Rotondi dice all'HuffPost: "La Dc, alle prossime elezioni, sarà in campo con una propria lista, senza nessun rischio di contenziosi sul simbolo, perché agiremo in base al pre-uso elettorale del nome da parte mia e del simbolo da parte di Lorenzo Cesa".

È la quarta gamba del centrodestra, di cinque (ma su questo torneremo tra un po'). Gianfranco Rotondi, che si schierò con Berlusconi già nel lontano 1995, con Rocco Buttiglione, è forse il più fedele dei suoi alleati. Il suo movimento, Rivoluzione Cristiana, nacque sempre col consenso del Cavaliere per raccogliere un po' presenza cattolica extra-Forza Italia nel centrodestra. Lorenzo Cesa, che detiene il simbolo dell'Udc, ha tenuto la collocazione a destra, dopo la rottura con Casini, ed ora è tornato in auge nel centrodestra, col successo in Sicilia, dove la sua lista, zeppa di "impresentabili" (ma questo è un altro discorso) ha raccolto un bel po' di voti. A cena, alla trattoria del Cavaliere, era attovagliato assieme a Berlusconi, Salvini e Meloni. Assieme a Cesa e Rotondi, ci sarà Clemente Mastella, sindaco di Benevento, nel 1994 con Casini e Cesa assieme a Berlusconi, nel 2008 con Prodi, ora nove anni dopo torna, con tanto di assoluzione sull'inchiesta che causò la caduta del governo Prodi.

 E questa è la quarta gamba, nell'ambito di uno schema consolidato, nel 1994 e nel 2001: imbarcare tutti, perché nei collegi vince chi arriva primo, senza andare tanto per il sottile. In tal senso, sono utili anche le sigle storiche, come la Dc, così come nel 2001 fu ri-suscitato il garofano socialista. Basta fare un po' di conto, anche a spanne: Forza Italia attorno al 15 (e Berlusconi non è ancora in campo), la Lega sempre attorno al 15, Fratelli d'Italia tra il 5 e il 6 (sono i dati della Ghisleri). Il centrodestra è tra il 35 e il 36. Le altre gambe servono per raggiungere quella quota 38, con la quale ad Arcore si considera una vittoria alla portata. Due o tre punti che valgono oro. E che costano oro. Ecco perché: una lista come la Dc difficilmente prende il tre per cento, eleggendo col proporzionale; il che significa che porta voti alla coalizione (anche se non elegge), ma in cambio reclama posti garantiti nel maggioritario, a scapito di Forza Italia. E non a caso, sull'operazione, circolano già parecchi malumori tra le truppe parlamentari azzurre.
Nelle intenzioni iniziale degli scherpa attorno a Berlusconi sarebbe dovuta nascere una sola quarta gamba, una sorta di "bad company" di ex di vari partiti. L'avvocato Niccolò Ghedini voleva che il federatore fosse Costa, che si dimise come ministro del governo Renzi per tornare nel centrodestra. Anche Parisi ha sempre sognato di essere leader. Uno schema saltato, per mille motivi: assenza di uno straccio di logica che li tenesse assieme, rivalità personali, insofferenza tra i sempre fedeli a Berlusconi e i vari lassie tornati a casa dopo avventure altrove.
Rotondi: «Con Berlusconi e la Dc torna la crescita felice»

Rotondi: «Con Berlusconi e la Dc torna la crescita felice»

"Le prossime elezioni saranno un referendum tra la proposta di decrescita felice di Grillo e la proposta di crescita felice di Silvio Berlusconi e della Dc". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Berlusconi a Rotondi, scudo crociato sara’ su scheda

Berlusconi a Rotondi, scudo crociato sara’ su scheda

"Sono entusiasta per il ritorno dello scudo crociato sulla scheda elettorale". Lo ha affermato il leader di Fi, Silvio Berlusconi, che si e' collegato telefonicamente con la riunione di Saint Vincent del partito 'Rivoluzione Cristiana', guidato da Gianfranco Rotondi. Le frasi di Berlusconi sono riferite da esponenti del partito di Rotondi. Secondo 'Rivoluzione cristiana', Berlusconi starebbe lavorando per una lista nell'alleanza di centrodestra che comprenda esponenti dell'Udc e del partito di Rotondi, il tutto con il simbolo dello scudo crociato. "L'unica volta che presi una sberla da mamma Rosa - avrebbe detto Berlusconi in collegamento con Saint Vincent - fu quando nel 1948 due comunisti mi percossero perche' stavo attaccndo i manifesti della Democrazia Cristiana. Lo slogan efficace era 'nell'urna Dio ti vede, Stalin no'". Berlusconi ha aggiunto: "Ho applaudito Gianfranco Rotondiquando mi ha comunicato della svolta femminile del partito". 'Rivoluzione Cristiana' ha infatti deciso che tutti i segretari provinciali del partito saranno donne.

Rotondi: “Vinceremo le elezioni e Berlusconi sarà premier perché il popolo può tutto”

Rotondi: “Vinceremo le elezioni e Berlusconi sarà premier perché il popolo può tutto”

"Il nostro candidato premier si chiama Silvio Berlusconi. Il centrodestra vincerà le elezioni e Forza Italia, col turbo democristiano, sarà largamente la lista di maggioranza. Come consentire a Berlusconi di fare il governo sarà un problema di facile soluzione: la vittoria sana tutto perché il volere del popolo è sovrano". Lo afferma il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.