Guido Bertolaso

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Direzione Rc rilancia Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Direzione Rc rilancia Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Nel corso dei lavori della direzione nazionale di Rivoluzione cristiana, a Roma, la coordinatrice dell'Abruzzo, Annamaria Bonanni, ha rilanciato la candidatura di Guido Bertolaso a sindaco dell'Aquila, già avanzata dal partito nelle settimane scorse. "Un ordine del giorno, presentato da alcuni membri della direzione di Rivoluzione cristiana e votato all'unanimità - si legge poi in una nota - dà mandato al segretario nazionale Gianfranco Rotondi di presentare liste alle elezioni politiche totalmente rinnovate e, a tal fine, impegna il partito a non accettare adesioni di parlamentari in carica". Alla direzione è intervenuto il coordinatore nazionale, Giampiero Catone: "Il nostro partito ha un grande padre che è Silvio Berlusconi, il rapporto è con lui, più che con la stessa Forza Italia", ha detto rilanciando la proposta di federazione popolare avanzata dal segretario.

Prende consistenza la proposta di Rc per Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Prende consistenza la proposta di Rc per Bertolaso Sindaco de L’Aquila

Prende sempre più consistenza l'ipotesi di Rivoluzione cristiana di proporre Guido Bertolaso candidato sindaco dell’Aquila. La proposta aveva iniziato a circolare nelle scorse settimane negli ambienti politici e sui social prima come una boutade, poi come un sogno irrealizzabile, poi come una possibilità. L'idea del segretario di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi, ha preso via via concretezza e oggi verrà proposta seriamente in un vertice al tavolo nazionale sulle amministrative 2017 gestito dal senatore Altero Matteoli. Sarà il coordinatore regionale abruzzese, Nazario Pagano, dopo aver sentito i vertici locali del partito, e aver chiesto di pensarci bene, e aver ottenuto l’ok, a proporre l’ipotesi di candidatura dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, sottosegretario e commissario straordinario per l’emergenza sisma del 2009, puntando al consenso dell’interessato con la benedizione del premier di otto anni fa, il leader forzista Silvio Berlusconi, che sull'Aquila rivendica sempre risultati ed efficacia di gestione. Bertolaso, durante la trasmissione "Faccia a Faccia" di Giovanni Minoli, su "La 7", ha dichiarato: Nell’emergenza ci vuole un solo uomo al comando che si prenda tutte le responsabilità e coordini la squadra di intervento come un grande direttore d’orchestra”. La candidatura ha già avuto un passaggio formale quando il segretario politico, Gianfranco Rotondi, ha impegnato il tavolo nazionale del centrodestra sulla proposta di Bertolaso quale candidato sindaco. La notizia ha avuto un forte impatto sui media, fungendo da “test” cui in casa forzista si è guardato con interesse. Tante le reazioni positive da parte della “base” rimasta fin qui spiazzata dalla mancanza di candidati forti su cui puntare, complici le lungaggini burocratiche sul sondaggio di papabili, con molti elettori storici di centrodestra pronti ad apprezzare l’idea-Bertolaso e a votare l’ex uomo forte dell’emergenza, ansioso di rivalsa dopo aver accarezzato e poi dovuto abbandonare l'idea di correre per la fascia tricolore a Roma.

Rivoluzione cristiana propone Bertolaso candidato Sindaco dell’Aquila

Rivoluzione cristiana propone Bertolaso candidato Sindaco dell’Aquila

"La segreteria regionale abruzzese di Rivoluzione Cristiana ha chiesto al segretario politico, Gianfranco Rotondi, di impegnare il tavolo nazionale del centrodestra sulla proposta di Guido Bertolaso, quale candidato sindaco de L'Aquila nell'imminente turno amministrativo". Lo rende noto l'Ufficio Stampa di Rivoluzione Cristiana. "L'impegno di Bertolaso per L'Aquila sarebbe la migliore candidatura a favore della collettività" ha dichiarato la segretaria Bonanni a commento della proposta.

Catone: “Verso il cantiere dei moderati”

Catone: “Verso il cantiere dei moderati”

"La complessa vicenda della candidatura a sindaco di Roma di Bertolaso e del suo consensuale superamento, a vantaggio di Alfio Marchini, rappresenta per l’area moderata un segnale che va ben oltre l’appuntamento elettorale e si colloca invece nello scenario futuro: quello dominato dagli interrogativi sul referendum confermativo della riforma costituzionale e dalla fisionomia del voto nelle elezioni politiche« Lo afferma il Coordinatore nazionale di Rc Giampiero Catone. «A differenza di tanti suoi sodali, Berlusconi, dimostra più lucidità di quanto non abbiano alcuni suoi seguaci. - continua Catone - Con questa mossa, e a prescindere da qualunque risultato per il Campidoglio, si riapre in Italia il cantiere dell’alleanza dei moderati, alla base della cui storia c’è quella più specifica dei movimenti democratici cristiani. Sono, queste riflessioni e queste prospettive, quelle che avevano motivato la scelta del movimento di Rivoluzione Cristiana ad appoggiare la candidatura di Bertolaso al comune di Roma e a condividerne ora la decisione, convenuta con la dirigenza di Forza Italia, di rinunciarvi per sostenere con decisione quella di Alfio Marchini, che rappresenta, nello specifico romano, un’area liberaldemocratica di grande interesse. Una scelta, questa, -conclude Catone - che ben si colloca nelle scelte politiche e nell’approdo europeo di Forza Italia e si pone nella prospettiva di una coalizione di centro che risponda al bisogno degli elettori«
Rotondi: “Scommetto sulla Dc e voto Guido Bertolaso”

Rotondi: “Scommetto sulla Dc e voto Guido Bertolaso”

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Affariitaliani" dell'11 aprile 2016 - di Fabio Carosi

Onorevole Gianfranco Rotondi, da leader del neonato partito Rivoluzione Cristiana, secondo lei per chi devono votare i romani?
"Per Bertolaso, mi pare chiaro. Noi di Rivoluzione Cristiana abbiamo deciso di sostenerlo pur nella condizione di difficoltà estrema del centrodestra romano".
E secondo lei la marmellata di centrodestra a cosa è dovuta?
"E' l'ultima chiamata prima delle politiche. I partiti si vogliono posizionare in vistar di un appuntamento con nuove regole elettorali. La tattica prevale sulla strategia".
Chi ci perde e chi ci guadagna?
"Ci perdono i cittadini perché non riusciranno a scegliere un candidato competitivo per la parte per quale tengono. Tranne Cinque Stelle, destra e sinistra sono frantumate nel tatticismo".
C'è una via d'uscita?
"Non saprei perché i giorni volano e diventa difficile rabberciare un unità di facciata che non servirebbe a molto".
Bertolaso è "condannato" ad andare da solo?
"A Roma mi pare di sì. Noi abbiamo fatto la scelta di sostenere il candidato politicamente vicino. E' il candidato del Ppe e Bertolaso ha detto "sono un vecchio democristiano". Molti lo hanno criticato noi siamo con lui... La verità è che la Dc è forte ancora in Europa a dispetto di quelli che ci spiegavano che dopo il muro di Berlino non poteva esistere più. Oggi bisognerebbe domandarsi perché dopo il muro la Dc in Italia non c'è più se poi a Berlino governa. A Roma il muro è caduto solo in testa a noi".
Bertolaso, Marchini, Meloni: l'offerta nel centrodestra non manca...
"Giovanni Paolo II direbbe lasciamoli andare... Il centrodestra non è tutto a Roma.  Per noi di Rivoluzione Cristiana è la prima prova amministrativa, presenteremo la nostra lisa a Roma e nelle altre città".
Per la Capitale avete già un candidato?
"Stiamo raccogliendo le disponibilità e credo che il nostro sia il partito più nuovo perché nasce adesso. Per ora preferisco presentare il simbolo, anche Grillo prendeva lo zero virgola e all'inizio sarà una testimonianza ma nel lungo periodo scommetto sul ritorno della Dc".
I cattolici contano ancora a Roma?
"Meno che in altre città, paradossalmente. Me lo spiegava lo scomparso Gianni. Mi diceva sempre che noi siamo una città dove ti affacci al balcone e vedi passare il Papa. Al di sotto di questo non ci fa impressione niente. E proprio la presenza del Vaticano rende difficile l'affermazione di un laicato cattolico. Ad eccezione di Andreotti non ha mai espresso grandissime presenze. Nella storia politica di Roma i cattolici sono stati meno presenti che in altre città. La presenza del Vaticano copre il rapporto della città con la dimensione della fede e dell'impegno sociale. E arrivo volentieri a Renzi che è l'equivoco del nostro tempo. Renzi raccoglie il massimo di consensi di ex Dc nel Pd e il Pd non è mai entrato nel gruppo europeo del Partito Popolare. Renzi fa il pieno di voti moderati ma fa una scelta di sinistra ma ad un certo punto l'astuzia tattica finisce. Alle politiche spero che lo scontro sarà tra popolari e socialisti".
Da quanto tempo vive a Roma e come vede questa città?
Sono qui da 22 anni e di certo Roma ha problemi evidenti che non sono quelli dei maiali e delle feste. Io non ho sparato sulla croce rossa della rimborsopoli perché dico sempre che bisogna criticare i politici che spendono i soldi pubblici per i ricevimenti ma anche chi va a i ricevimenti e chiede di mangiare. I problemi di Roma sono quelli di una città che ha le dimensioni di Londra e i servizi inferiori a quelli di Milano".
La causa?
"Forse anche quella che ho detto prima: la mancanza di una classe dirigente romana. Stretta tra il Vaticano e il Palazzo, la città non ha espresso una sua progettualità. Solo negli ultimi anni si è parlato in termini di Roma Capitale un'ansia di progettualità. Purtroppo Mafia Capitale ha spazzato via Roma Capitale".
Uno che fonda un nuovo partito è un'ottimista. Secondo lei Roma può farcela?
"Roma ha le energie, Poi non esiste Roma ma tante Roma. Noi siamo abituati a osservare il quartierino della politica, Roma è anche una città agricola. In questo territorio c'è ovunque terreno agricolo interessanti; è una città con un tessuto industriale, è una città di servizi. E da questo punto di vista l'esperienza di Bertolaso è una garanzia".
Bertolaso contro chi deve correre?
"Le circostanze lo portano contro tutti".
E Marchini?
"Marchini potrebbe fare come Passera e svolgerebbe un ruolo determinante. Andando avanti così non penso muoia dalla voglia di fare il secondo consigliere comunale per la seconda volta".
E perché dovrebbe farlo?
"Passera a Milano non ha avuto nulla e neanche Marchini dovrebbe avere o chiedere nulla".
Ma per un politico significherebbe morire...
"Capita. Anche se potrebbe ambire a qualcosa di più".
Previsione o vaticinio?
"Siamo così poveri di talenti che chiunque venga a darci una mano avrà opportunità. Oggi Berlusconi viene abbandonato da tutti. Però sono sicuro che l'elettorato non lo perderemo. Siamo nel caso classico in cui ci sono più posti che persone"
Accusano i Cinque Stelle di non saper governare. Che ne pensa?
"Per la Raggi, non mi permetto di essere categorico con una signora che non conosco. Nella galleria delle incapacità sarebbe solo una in più".
Quanti sono i Rivoluzionari Cristiani?
"Siamo il partito che registrerà la maggiore crescita. Non possiamo che crescere".
E come pensate di aiutare Bertolaso?
"Nel presentare la nostra lista. Quello che sarà, sarà un dippiù".

Roma: Rotondi “Rivoluzione Cristiana con Bertolaso”

Roma: Rotondi “Rivoluzione Cristiana con Bertolaso”

"Ieri sera, l'assemblea dei candidati al Consiglio Comunale di Roma di Rivoluzione Cristiana ha approvato, all'unanimità, la mia proposta di aprire un confronto con Guido Bertolaso. Lo abbiamo ritenuto lo sbocco naturale, essendo Bertolaso l'unico candidato, dichiaratamente democristiano e sostenuto dalla maggiore forza del Ppe". Così Gianfrando Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana, che spiega i motivi della scelta: "Non nego che personalmente ho pure voluto testimoniare vicinanza a Silvio Berlusconi sotto attacco, perché, essendo all'antica, penso che gli amici nelle ore difficili devono risolverti i problemi, piuttosto che crearne. Altro discorso - conclude Rotondi- vale per le altre città, dove Rivoluzione Cristiana farà scelte un pò rispondenti a logiche locali e, quindi, non sempre omogenee".
Rotondi 3 giorni a Torino: sí a Osvaldo Napoli e Gianni Lettieri, no a Parisi e Bertolaso

Rotondi 3 giorni a Torino: sí a Osvaldo Napoli e Gianni Lettieri, no a Parisi e Bertolaso

«Continua l'impegno del presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, nelle città chiamate al voto amministrativo di giugno. Da domenica, sarà a Torino per tre giorni e incontrerà personalmente i cittadini, che attraverso la rete hanno manifestato la disponibilità a candidarsi con il partito». Lo annuncia l'ufficio stampa di Rivoluzione Cristiana, il partito fondato da Gianfranco Rotondi. «Non sarà un casting beninteso - ha precisato il presidente Gianfranco Rotondi- ma voglio conoscere chi vuole entrare in lista, perché dopo tutto la faccia ce la metto io. A Napoli siamo a buon punto e sosteniamo Lettieri, come a Torino ci piace Osvaldo Napoli, che incontrerò domenica. A Roma e Milano - continua Rotondi- non siamo convinti delle scelte del centrodestra: a Roma si gioca a perdere, e a Milano si rincorre l' antipolitica con un candidato, che addirittura ci spiega che farà una giunta destinata a proporsi per il governo nazionale». Infine l'annuncio della conferenza stampa di presentazione di Rivoluzione Cristiana a Torino, prevista per lunedì 29 febbraio alle 11 all'Hotel Victoria, in via Nino Costa 4, con la partecipazione del presidente Gianfranco Rotondi, del coordinatore nazionale Giampiero Catone e del segretario regionale Massimo Gabbio.
Roma, Rotondi: «Amministrative centrodestra come la Dc; Bertolaso come Caruso»

Roma, Rotondi: «Amministrative centrodestra come la Dc; Bertolaso come Caruso»

«Il centrodestra non è in grado di scegliere un candidato sindaco, perché ha percorso scioccamente il sentiero dell'antipolitica, che Grillo ha trasformato in un'autostrada». Lo afferma Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana. «Diceva Donat Cattin - spiega Rotondi - che l'unica scuola politica è la lotta politica, e i sindaci si formano così, non certo cercando su Linkedin il curriculum più convincente. Stimo Bertolaso, ma dico chiaro e tondo, che la sua candidatura sta al centrodestra come quella del grande prefetto Carmelo Caruso alla Dc romana del '93: dopo fu il diluvio. E non conforta - conclude - che Guido sia il fondatore della Protezione Civile, perché dopo queste amministrative non avremo naufraghi da salvare, visto che stanno scappando tutti prima».
Rotondi: «Bertolaso a Roma non va al ballottaggio»

Rotondi: «Bertolaso a Roma non va al ballottaggio»

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Il Tempo" del 15 febbraio 2016 - di Daniele Di Mario

«Bertolaso? Lo stimo, ma a Roma non arriva al ballottaggio». La stroncatura arriva da Gianfranco Rotondi, deputato di Forza ltalia e leader di Rivoluzione Cristiana, movimento che ambisce a costituire la quarta gamba rigorosamente democristiana del centrodestra.

Onorevole Rotondi, alle prossime amministrative non c'è, almeno finora, un candidato sindaco immediatamente percepibile come cattolico. È così in crisi il cattolicesimo politico?
«Non c’è per il momento. Ma lei deve portare pazienza. In questo momento è giusto portare avanti candidati che richiamino ai valori del cattolicesimo politico e alla storia della Dc. Io faccio il mio, ma c’è un problema: ho forze modeste. Eppure l'elettorato non lo devo inventare: 1'Italia è ancora democristiana».

Davvero?
«Certo. L’asse portante della societa ha tra i 40 e gli 80 anni e tutti oggi stanno rivalutando la Dc. Ma anche tantissimi giovani studenti si incuriosiscono. È un elettorato senza partito che si crea letture sostitutive: Prodi, Berlusconi, Renzi . L’Italia resta democristiana ma manca il coraggio di fare outing. Più la classe politica scade più si rivaluta la classe dirigente democristiana».

Farà outing alle prossime amministrative?
«Ho chiesto a Rocco Buttiglione di candidarsi sindaco a Roma. Se non accetterà, ci inventeremo qualcos'altro».

Ma Guido Bertolaso non le piace proprio?
«Al contralto lo stimo e col nostro Governo ha fatto benissimo da capo della Protezione Civile. Ma non arriva al ballottaggio: al candidato del Pd e a quello del M5S opponiamo due sfidanti di centrodestra, Marchini e Bertolaso. Che senso ha?».

Preferiva Alfio Marchini?
«No. Tra i tre in campo il migliore? Francesco Storace che viene dalla politica ed è abituato alla battaglia politica. Questa storia della società civile, melo lasci dire è una gran puttanata. Non può fare il medico uno che non ha studiato medicina. Diceva Longanesi che l’80% del Parlamento è uguale a chi lo ha eletto. Il 10% è migliore e il 10% è peggiore. Tornando a Marchini, in assenza di una scommessa culturale forse era giusto andare pragmaticamente sul candidato già in campo, come accaduto a Napoli.»

Sosterrà Gianni Letteri?
«Certo. È cattolico ed è coerente: cinque anni fa ha perso ed è rimasto in Consiglio comunale a dare battaglia a De Magistris».

Sosterrà eventualmente Osvaldo Napoli a Torino?
«È un democristiano e non di primo pelo. Certo che lo sosterremo».

Cosa pensa della Borgonzoni a Bologna?
«E chi è?».
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La candidata indicata da Salvini.
«Non la conosco».

E Stefano Parisi a Milano?
«Non conosco nemmeno lui. Ma seconde me dovevano candidarlo a Roma: è dei Parioli».

Traduciamo.
«Sosterremo Lettieri a NapoIi. Altrove presenteremo nostri candidati sindaco».

Sarebbe questa la sfida culturale?
«Certo. La teoria del popolarismo a destra di Buttiglione resta ancora valida. I1 paradosso è che nel centrodestra i cattolici sono spariti mentre nel Pd occupano Quirinale e Palazzo Chigi ma hanno incardinato il partito nel socialismo europeo».

Torniamo alla sfida culturale...
«Diceva Andreotti: un servizio lo si rende non lo si impone. Ho spiegato a Berlusconi che al centrodestra serve recuperare la vocazione democristiana. Sono l'ultimo amico rimasto al Cav e resto nel gruppo di Fi solo per questo. Voglio aiutare Berlusconi, abbiamo ancora tempo. Ma dobbiamo costruire la quarta gamba del centrodestra. Lega e FdI insieme non arrivano alla somma di Lega e An dei tempi d’oro. I1 nostro elettorato o vota Renzi o sta a casa. Serve un partito forte che completi il centrodestra. Cerco amici per costruire un centro alla tedesca, alternativo cioè alla sinistra dove i cattolici ci sono, occupano gli spazi ma culturalmente sono spariti. Renzi è un superprodi: costruisce una forza di sinistra con abiti democristiani. I1 centrodestra è in difficoltà perché non riesce a fare i conti con la Dc e a recuperare la sua cultura politica. I1 Cav ha portato Fi nel Ppe ma si è fermato 1ì. Oggi Fi è un partito dimezzato a trazione socialista e il centrodestra è fatto da un terzo di An, una Lega raddoppiata e, appunto, mezzo Fi. A Berlusconi che poteva essere il nuovo De Gasperi, pongo una questione politica. Siamo ancora in tempo».