matteo renzi

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L. Elettorale, Rotondi: «Berlusconi trovi intesa con Renzi e subito al voto»

L. Elettorale, Rotondi: «Berlusconi trovi intesa con Renzi e subito al voto»

"Rivoluzione cristiana esiste da due anni, avrei potuto fare anch'io campagna acquisti in Parlamento. Non l'ho fatto, perchè considero questo Parlamento nato morto, inutile, una legislatura persa...". Gianfranco Rotondi suona il 'de profundis' per l'attuale Parlamento, boccia il Rosatellum e invita Silvio Berlusconi di trovare un'intesa sulla riforma elettorale con Matteo Renzi per andare subito al voto e scongiurare l'approdo a palazzo Chigi di Beppe Grillo. Il leader di Rivoluzione cristiana, movimento che aderisce a Forza Italia, fa autocritica e dice all'Adnkronos: ''Abbiamo sbagliato a tenere in vita questa legislatura come centrodestra con un accanimento terapeutico che ha svuotato le tasche del ceto medio e ha esasperato le tensioni sociali, gonfiando le vele dei 5 stelle''. Renzi continua a chiedere di andare subito alle urne. "Subito che? E' facile chiedere il voto -sottolinea Rotondi, che giovedì prossimo presenterà alla Camera il suo nuovo libro 'Meglio la Casta, l'imbroglio dell'antipolitica', edizione Koinè- dopo essere stato abusivamente al governo per tre anni, dando per un altro anno ancora in gestione il proprio governo a Paolo Gentiloni". "Noi di Rivoluzione cristiana chiediamo il voto da due anni ed io da quattro... Spero che adesso una finestra si apra, spero che Berlusconi e Renzi si sentano per concordare uno straccio di legge elettorale e andare al più presto alle urne''. Rotondi crede nella vittoria di un centrodestra unito con la ricandidatura di Berlusconi, perchè considerato l'unico in grado di federare tutti (''Silvio è come l'usato sicuro'') e assicura: ''Per vincere serve un arco costituzionale, da Salvini a Magistratura democratica...". Io avrei visto bene un voto anticipato nel 2014: avremmo Berlusconi a palazzo Chigi, invece che a subire le conseguenze di una sentenza di Cassazione che ha provocato la sua decadenza". "Noi -avverte- dobbiamo ricandidare Berlusconi, dicendo chiaro e tondo, che se il popolo si fiderà di noi, vuol dire che ci autorizzerà anche ad abolire la Severino e a consentire al Cavaliere di formare il suo quinto governo per salvare questo Paese da un destino di povertà e illibertà''. Per il leader di Rivoluzione cristiana ''non c'è una ricetta per far ritornare il centrodestra vincente, la gente è più avanti di noi. Ha provato Renzi ed è delusa, vede Grillo e capisce che è un'avventura. Berlusconi è l'usato sicuro di cui oggi penso si fidi persino Magistratura democratica. Per vincere serve un arco costituzionale, da Salvini a Magistratura democratica...". Rotondi rilancia l'unità del centrodestra e l'asse storico Carroccio-azzurri: "Forza Italia ha bisogno della Lega, la Lega ha bisogno di Fi e tutti e due hanno bisogno dei democristiani...''. C'è chi dice che il Rosatellum favorisce il divorzio Salvini-Berlusconi. ''Penso -replica- che questo Rosatellum sia come tutti i vini rosè: nè bianco, nè rosso, quindi non piace a nessuno. Ballerà per una settimana o poco più". Per Rotondi il futuro dei centristi è "stare con il centrodestra''. Per questo, boccia anche il lancio del nuovo gruppo parlamentare al Senato, 'Federazione della Libertà', promosso da 'Idea' di Gaetano Quagliariello con la benedizione di Forza Italia: ''Stimo Quagliariello, ma questo Parlamento è morto e non interessa a nessuno in che formazione ci presentiamo al funerale...''. Rotondi presenterà il suo nuovo libro giovedì 25 maggio, alle 11, nella sala Aldo Moro di Montecitorio, con gli interventi del presidente emerito del Senato, Franco Marini; dell'ex leader del Ppi, Gerardo Bianco; del presidente emerito della Camera Luciano Violante e del leader dei 'Centristi per l'Europa', Pier Ferdinando Casini. Modererà il direttore de 'Il Tempo', Gian Marco Chiocci.

Vitalizi: Rotondi “Matteo crede di vincere togliendo la pensione alla vedova Fanfani”

Vitalizi: Rotondi “Matteo crede di vincere togliendo la pensione alla vedova Fanfani”

"Caro Matteo, il tuo ordine al Pd di riformare i vitalizi dei parlamentari ha una forza impressionante. Non è un mistero che molti tuoi deputati siano perplessi, e non già per difendere un loro privilegio (la riforma li riguarda poco); la perplessità nasce dal fatto che la riforma ha una serie di vizi". Lo scrive il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, in una lettera a Matteo Renzi, pubblicata sull'Huffington Post. "Proviamo ad elencarli - argomenta Rotondi - il primo, è incostituzionale, e lo dicono in privato anche i proponenti che tuttavia sperano di lucrarne un vantaggio elettorale, pur se poi la Suprema Corte dovesse ripristinare i diritti cancellati; secondo, si dimezzano i vitalizi già in essere intervenendo da un giorno all'altro su storie e progetti di vita, mutui, debiti, famiglie di persone che saranno anche la casta, ma sono la classe dirigente parlamentare di questa Repubblica: è un precedente inquietante, d'ora in poi chi vince le elezioni riscrive diritti e prerogative, come in alcune Repubbliche africane; terzo, la riforma non si inquadra in un progetto globale, che sarebbe accettabile ed anche auspicabile, ad esempio tagliare tutte le pensioni elevate, per sostenere un vitalizio di cittadinanza a tutti i cittadini (l'emergenza sarà presto la vecchiaia indigente di chi non ha sufficienti contributi versati).
A queste legittime perplessità - osserva il leader di Rivoluzione Cristiana - tu opponi i mercati del sabato mattina, spalleggiato nel centro destra dalla mia amica Mariastella Gelmini che fa proprio questo esempio:"Nei mercati la gente ci dice che siamo privilegiati, basta rifacciamoci un'immagine". Peccato che non sia facile:non sarà questa riforma a salvare la credibilità di una classe politica, che si è consegnata - me compreso - agli umilianti spettacoli trash sui privilegi della politica, partecipando ad un coro a tema unico, che è la base di massa del successo elettorale di Beppe Grillo. "Sfideremo Grillo sul suo terreno" prometti tu.Eh no, caro Matteo, sul suo terreno vince Grillo. In politica non esiste la partita fuori casa: se parli degli argomenti di Grillo, e li santifichi, ha vinto lui. Tu, caro Matteo, sei l'erede dei partiti della Repubblica riuniti nel Pd. Stai cambiando ragione sociale, ma tardi: come nella campagna referendaria ti stringi negli abiti dell'antipolitica e scoppi, quei mantelli scendono bene solo sulle liste grilline senza corpo. Tu un corpo ce l'hai, ed è la storia di generazioni di dirigenti politici, a cui la Costituzione ha assicurato sicurezze e forse privilegi, ma per rischiare le loro vite, le loro professioni e la tranquillità delle loro famiglie per il bene comune. Questo stai stracciando, caro Matteo, e non te ne tornerà alcun vantaggio. Mi dispiace per te, Matteo - conclude Rotondi - perché sai che ti stimo e non appartengo certo alla schiera dei tuoi odiatori seriali. Temo che questo tuo gesto consegni a Grillo la vittoria morale, quella elettorale seguirà, preceduta e scandita dai veleni di questa infinita campagna elettorale. Nè il popolo incendiato da Del Debbio e Giordano rinuncerà a votare Grillo per sostenere te o la mia amica Mariastella Gelmini. Men che meno lo farà, perché avete dimezzato il vitalizio ad Assunta Almirante e a Maria Pia Fanfani".

Legge elettorale, Rotondi: «In campo due cavalli di razza, Renzi e Berlusconi»

Legge elettorale, Rotondi: «In campo due cavalli di razza, Renzi e Berlusconi»

"In campo ci sono due cavalli di razza. Renzi e Berlusconi devono parlarsi sulla legge elettorale, altrimenti si fa il gioco dei Cinquestelle, che vogliono dimostrare che le forze politiche tradizionali sono consunte e, quindi, inutili". Lo afferma il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: il caso Renzi dimostra l’errore del parlamento sul traffico di influenze

Rotondi: il caso Renzi dimostra l’errore del parlamento sul traffico di influenze

"Esprimo solidarietà a Tiziano Renzi che non conosco ma ha un viso simpatico e onesto. È in buone mani perché, per sua fortuna, la procura di Roma ha dimostrato in questi anni assoluta allergia a condizionamenti e strumentalizzazioni politiche. Detto questo, è l'occasione per augurarci che il prossimo Parlamento sia più intelligente di questo e abroghi lo stupido inesistente reato di traffico di influenze. Il traffico di influenze è il contenuto della politica, fatta di colloqui, esposizioni di problemi, richieste di interventi e esercizio di influenze. Altra cosa è prendere soldi per tutto ciò: si chiama corruzione. Aver istituito il resto di traffico di influenze è un grande contributo alla confusione e alla criminalizzazione della politica". Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Rotondi: Sui vitalizi Renzi supera il fascismo contro sinistra dem

Rotondi: Sui vitalizi Renzi supera il fascismo contro sinistra dem

"Nemmeno il fascismo minacciava di togliere le pensioni ai dissidenti come fa Renzi con la sinistra dem, in cui milita una degna antica classe dirigente, retta dall'istituto costituzionale del vitalizio". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Il malessere nel Pd

Il malessere nel Pd

Si alza la temperatura del confronto politico dopo la direzione di ieri del Partito Democratico, nella quale Renzi, per la prima volta, si è scontrato con una minoranza di sinistra non più disposta a sacrificare la libertà di critica all’emergenza delle circostanze, quali quelle della fase aperta dalle iniziative della magistratura sul petrolio in Basilicata.

Al momento, il dissenso interno non si tradurrà, nel dibattito che si aprirà in Parlamento sulle mozioni di sfiducia al governo, in atteggiamenti analoghi nelle aule: nessuno della sinistra dem intende farsi catalogare fra i sabotatori della linea del partito.

Restano però il malessere e l’insofferenza, particolarmente preoccupanti per l’approssimarsi delle elezioni amministrative, e per il referendum confermativo della riforma costituzionale. Riforma – va ricordato – che ridimensiona poteri e competenze delle Regioni, comprese quindi anche quelle del Mezzogiorno promotrici del referendum, nonostante che per la quasi generalità di esse, vi sia un pesante fardello pregresso di inefficienze e di scandali.

Sul fronte del centrodestra, ci sono da cogliere primi segnali per la ricerca di un candidato unico nelle prossime elezioni riguardanti il comune di Roma.

Comune, dove i sondaggi continuano ad accreditare, come portatrice notevole di consensi, la candidata a sindaco del M5S. Una candidata che comincia a rivelare qualche difetto di informazione e di improvvisazione: nella sindrome ecologista che al momento caratterizza il movimento, ha esaltato il sindaco di Parma per un supposto rifiuto ad utilizzare gli inceneritori.

Purtroppo per lei, l’inceneritore di Parma è in piena funzione e smaltisce 30 mila tonnellate di rifiuti ogni anno.

Giampiero Catone

 

Renzi in trincea

Renzi in trincea

Nel pomeriggio, a Roma, i magistrati di Potenza titolari dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, ascolteranno, come persona informata sui fatti, la ministra Maria Elena Boschi, che, nella sua qualità di responsabile per i rapporti con il parlamento, ha, fra l’altro, il compito di visionare, prima del passaggio alle aule, il testo dei disegni di legge o degli emendamenti proposti dallo stesso Governo.

Così è avvenuto per l’emendamento alla legge di stabilità, oggetto di interrogativi e illazioni, sul quale è intervenuto dichiarandone la paternità, lo stesso presidente del Consiglio. Una decisione, questa, ha rilevato che nasce dalla determinazione dell’esecutivo di sbloccare cantieri fermi da anni, come è avvenuto per Pompei, Bagnoli e la Salerno - Reggio Calabria.

Toccherà comunque alla magistratura dare una risposta, si spera spedita, ai problemi di interesse nazionale e di credibilità internazionale aperti con la nuova clamorosa inchiesta che ha coinvolto, provocandone le dimissioni, l’ex ministra Guidi e gettato ombre su presunte responsabilità del Capo di Stato Maggiore della Marina.

Purtroppo, la vicenda, corredata dall’immancabile diffusione delle intercettazioni, rischia di influenzare il referendum sulle trivellazioni e, soprattutto, dimostra ancora una volta che, in Italia, sono spesso le iniziative dei magistrati a determinare particolari stati d’animo e a influenzare lo stesso confronto fra i partiti.

Segno, questo, della persistente debolezza della politica: proprio per reagire a questa situazione, che parte da lontano e che richiede una rivoluzione morale, Renzi ha voluto assumere su di se l’intera responsabilità della vicenda.

Giampiero Catone

 

Pd, Rotondi: Renzi da rottamatore a rottamato

Pd, Rotondi: Renzi da rottamatore a rottamato

«La rottamazione è stata il punto di forza di Renzi, ma diventerà il suo punto di debolezza, perché gli impedirà di trasformare l'alleanza di governo in una alleanza elettorale. Come potrebbe infatti mettere in lista Alfano, Casini e tutti i politici di lungo corso che hanno assicurato la vita al suo governo? Nel suo proverbiale pragmatismo il premier li scaricherà l'ultima notte, magari scoprendo il giorno dopo che loro, già da un anno, avevano in tasca un' altra alleanza potenzialmente vincente». Così su Facebook il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.