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Buon compleanno, Papa Francesco!

Buon compleanno, Papa Francesco!

La Direzione di Rivoluzione cristiana porge i più sentiti auguri di Buon compleanno a Papa Francesco. Il percorso spirituale ed umano del Santo Padre ci aiuta a concorrere alla speranza dei popoli più deboli, spinti ad interpellare in maniera drammatica quelli dell’opulenza. Davanti a questo grido d’angoscia ognuno di noi è chiamato a rispondere con amore, attraverso le proprie opere terrene e guidati dal mistero del piano divino, per compiere quella rivoluzione capace di proclamare i più alti ed universali valori della vita: verità, giustizia, libertà ed amore.

Compleanno Papa, Catone: Francesco il più autentico dei rivoluzionari

Compleanno Papa, Catone: Francesco il più autentico dei rivoluzionari

«È opportuno oggi, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, far memoria di quello che rappresenta per l'intero globo Papa Francesco, un pontefice - ed un uomo - che si è imposto, senza aver la pretesa di esserlo, come il più autentico dei rivoluzionari, nel nome della pace e della misericordia. Un coraggioso cristiano, un instancabile apostolo nei confronti del quale non possiamo che dire solo una parola, semplice e sincera: grazie!» Lo afferma il Coordinatore nazionale di Rivoluzione cristiana, Giampiero Catone

Auguri, Francesco!

Auguri, Francesco!

Sabato 17 dicembre, Papa Francesco compie 80 anni.
Mandiamo un messaggio di auguri al Santo Padre.
Come fare?
Per inviare gli auguri di buon compleanno al Papa tramite i social network (l'account Twitter è @pontifex e quello Instagram è franciscus), la Segreteria per la comunicazione del Vaticano ha creato l'hashtag #Pontifex80.
Per chi desidera inviare un'email: PapaFrancesco80@vatican.va
Tramite posta: Sua Santità Francesco, Casa Santa Marta, 00120 Città del Vaticano

Rotondi: «Gramellini presuntuoso ad attaccare il Papa»

Rotondi: «Gramellini presuntuoso ad attaccare il Papa»

Botta e risposta tra l’editorialista de “La Stampa”, Massimo Gramellini ed il Presidente di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi. Nella sua rubrica sul quotidiano torinese, Gramellini scrive: “Da laico mi infastidisce di più la sua attenzione esasperata e ormai esasperante verso tutto ciò che accade nella capitale di uno Stato estero confinante col suo. Fin dalla prima apparizione sulla balconata di San Pietro - continua Gramellini - ha preso molto sul serio il ruolo di vescovo di Roma, forse sottovalutando il particolare che quando apre bocca non è il vescovo che parla ma il Papa». Rotondi, attraverso il suo profilo personale Facebook, ha commentato: «Il re dei conformisti Massimo Gramellini su “La Stampa” attacca Papa Francesco. È la prova dell'esistenza dello Spirito Santo con cui Massimo è in gara. Non è Massimo Gramellini il presuntuoso ad attaccare il Papa - conclude Rotondi - È il Papa a credersi Massimo Gramellini quando prova a dare una morale al mondo».

L’Arabia Saudita censura il Papa

L’Arabia Saudita censura il Papa

Le autorità di Riyadh hanno censurato la versione araba del numero di agosto del National Geographic, che riportava in copertina (nella foto) l’immagine di papa Francesco. Sebbene in via ufficiale non vi siano state spiegazioni della messa al bando, i vertici del Paese islamico si sarebbero “offesi” per la presenza sulla prestigiosa rivista del capo della Chiesa cattolica. In un breve messaggio affidato a twitter, i responsabili della versione araba di National Geographic hanno parlato di edizione “bannata” per ragioni di “carattere culturale”, senza peraltro fornire ulteriori dettagli. Secondo quanto riporta il sito foreignpolicy.com, il direttore Alsaad Omar al-Menhaly si sarebbe scusato con i lettori per la mancata distribuzione del numero di agosto, dovuta al fatto che la rivista “non ha ottenuto il permesso di ingresso [nel Paese] per motivi culturali”.
Il titolo di testa, secondo cui papa Francesco starebbe promuovendo una “rivoluzione silenziosa”, avrebbe messo in allerta e irritato profondamente il regime saudita, da sempre ossessionato da rivolte o proteste di piazza. Per le autorità religiose il concetto di religione “fluida” e disponibile al “cambiamento” per adattarsi alla modernità (ciò che fa il pontefice argentino nella Chiesa cattolica per la rivista) è proprio quanto essi si ostinano a combattere, mantenendo una versione “pura” e immutabile dell’islam. L’Arabia Saudita si basa sulla Sharia, la legge islamica, che commina la “pena di morte” nei casi di “omicidio, violenza sessuale, traffico di droga e stregoneria”. Nel regno ultraconservatore sunnita wahabita, alle donne è vietato guidare e devono essere sempre accompagnate da un uomo cui sono legate da stretto legame di parentela.
Inoltre, in questi giorni il papa continua a rilanciare una politica di accoglienza e sostegno ai profughi in fuga dalle guerre in Medio oriente, in particolare i siriani (in maggioranza musulmani), aprendo le porte del Vaticano e invitando i sacerdoti a fare lo stesso nelle parrocchie; di contro l’Arabia Saudita non ha accolto nessun profugo in quattro anni di confltto, mantenendo sigillate le proprie frontiere.