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Charlie Hebdo un anno dopo

Charlie Hebdo un anno dopo

Un anno fa, il 7 gennaio, a Parigi, la strage nella redazione di Charlie Hebdo, il giornale satirico francese, noto anche per le sue vignette dissacranti. L’attentato provocò la morte di dodici persone, tra cui quattro disegnatori: Wolinski, Tignous, Cabu e Charb (Stéphane Charbonnier), direttore di Charlie Hebdo dal 2009. Rivoluzione cristiana ricorda, ad un anno di distanza dall’attentato, le vittime della violenza terroristica. Il Presidente del partito, Gianfranco Rotondi, attraverso un post pubblicato sul suo profilo personale twitter, ha affermato: «La prima mossa è lasciare agli integralisti i presunti temi etici e aprire la sfida sui temi sociali».

 

Cosa rimane degli accordi di Parigi sul cambiamento climatico

Cosa rimane degli accordi di Parigi sul cambiamento climatico

Il principale risultato della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, è stato la sua universalità: il concorso di tutte le Nazioni del mondo nella necessità di rallentare ed invertire il riscaldamento artificiale del nostro pianeta.
Un risultato che non ha una bandiera nazionale specifica. La Francia, che ha ospitato la Conferenza, ha risposto con abilità nel produrre un risultato nella migliore tradizione della diplomazia francese. La Cina – Stato col primato nell’emissione mondiale di anidride carbonica - ha modificato l’orientamento della propria politica climatica e sta riflettendo su un possibile accordo con gli Stati Uniti sulla riduzione delle emissioni di gas serra.
Un altro contributo importante è stato quello del Presidente degli Stati Uniti. Gli USA sono il secondo Paese per emissione al mondo di CO2. Barack Obama ha preso posizioni in contrasto con la tendenza, diffusa tra i politici statunitensi, a prendere le distanze da tutto ciò che i sondaggi, in quel momento, mostrano deleterio. La Conferenza di Parigi deve molto alla volontà di Obama nello sfidare Congresso e Repubblicani su di un tema che figura tra le priorità più basse per gli elettori americani.
Ciò che è scaturito dalla Conferenza di Parigi rimane tuttavia, essenzialmente, una esortazione ad agire ora, ma, soprattutto, ancora meglio in futuro. L'accordo riconosce che gli impegni assunti sarebbero insufficienti, anche se tutte le promesse fossero completamente attuate. Tale implementazione non sarebbe sufficiente per raggiungere l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 2 gradi centigradi.
Questo non significa che tecnicamente o economicamente sia difficile salvare il pianeta. Le difficoltà vertono sulla misura in cui la politica si riposa su atteggiamenti egoistici o miopi. La realizzazione di tale compito richiede necessariamente l'uso simultaneo di diverse strategie.
Gran parte dell'accordo di Parigi poggia implicitamente su un approccio a livello internazionale. Ora occorre verificare se la gestione nelle politiche interne dei vari Paesi seguirà queste direttive.
La possibile opposizione di diversi leader politici potrebbe sporgere come un pollice verso ancora di più di quanto non lo sia stato prima.
Contrastare le azioni necessarie per ridurre il riscaldamento globale a causa di interessi economici sarebbe irresponsabile. Negare delle realtà scientificamente fondate è un atteggiamento che apparirebbe meno fuori luogo nel Medioevo che nel ventunesimo secolo.
Un altro elemento di strategia politica da attuare dovrebbe essere l'educazione permanente su come economica e benessere ambientale possano muoversi sullo stesso binario, senza rappresentare modelli alternativi.
I percorsi innovativi sono motori di prosperità e crescita delle economie nazionali. Con lo stimolo giusto del Governo, il mercato e la tecnologia possano crescere ed indurre alla creazione di posti di lavoro. I progressi e i risultati acquisiti su questo aspetto grazie alle fonti di energia rinnovabili sono davanti agli occhi di tutti.
La crescita e lo sviluppo economico sono sempre stati una questione di decostruzione creativa, in cui nuove industrie e tecnologie soppiantano quelle più vecchie. Questo processo può essere doloroso, ma senza dubbio è positivo.
Scrivere un articolo grazie ad un computer piuttosto che ad una macchina da scrivere manuale rispecchia un progresso ed un beneficio economico ampiamente accettati, dimenticando che in un determinato momento della storia, questo progresso ha prodotto lavoratori licenziati in fabbriche di macchine da scrivere.
Dato che gli atteggiamenti miopi sono destinati a continuare, un altro aspetto di strategia politica dovrebbe essere quello di azioni immediate, più visibili dai cittadini. Nulla è però più evidente degli effetti del riscaldamento globale sul pianeta di quello dell’aumento di inondazioni nelle città costiere e della devastazione di foreste da parte di insetti distruttivi.
La questione dei cambiamenti climatici si collega anche a fenomeni di primo piano non strettamente legati al tema in questione. In Cina, il regime è stato in grado di ottenere il sostegno per agire sul cambiamento climatico grazie al disgusto ed alla disperazione pubblica dovuto all’inquinamento dell'aria nelle città cinesi. L’inquinamento con particelle sospese è, in realtà, un problema diverso dagli effetti del riscaldamento globale, ma le due questioni sono unite in gran parte nell’immaginario collettivo. Entrambi coinvolgono l'attività umana nel danneggiare l'ambiente.
L'accordo di Parigi è un punto di riferimento nel definire uno dei più importanti interessi che l’umanità abbia mai perseguito. Agendo con successo per conto di tale interesse richiede un sostegno continuo e vigorosi sforzi politici. In tutto il mondo.

Vertice clima: si attende accordo globale giusto

Vertice clima: si attende accordo globale giusto

Vertice clima: si attende accordo globale giusto

Dalla XXI Conferenza sul clima di Parigi, il mondi si aspetta una risposta forte ed univoca da tutti i Paese, in particolar modo coloro che detengono il primato dell’inquinamento globale, quali USA, Cina ed India. C’è un forte consenso scientifico sul fatto che i cambiamenti climatici Continua

Parigi, Rotondi: ci riconosciamo nelle parole del Santo Padre

Parigi, Rotondi: ci riconosciamo nelle parole del Santo Padre

Comunicato stampa del Presidente di Rivoluzione cristiana, Gianfranco Rotondi, dopo il massacro terroristico di Parigi

"Ci riconosciamo interamente nelle parole di dolore solidarietà e speranza del Santo Padre. Il dialogo tra le religioni deve proseguire perché è condizione di affrancamento dalla barbarie. Continua