Povertà

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Il grido dei poveri

Il grido dei poveri

C'è qualcosa che stride nella lettura in rosa della nostra situazione economica e sociale, che vede allineati la maggioranza dei grandi quotidiani, delle testate radiotelevisive, dei commentatori e degli esperti. A denunciare il rischio di una lettura strumentalmente ottimistica, stanno le statistiche che rivelano l’impressionante decollo della povertà assoluta nel Belpaese, a partire dal 2007 e fino a tutto il 2014. In questi anni, che sono poi quelli della crisi economica, i nostri connazionali in condizioni di povertà assoluta sono cresciuti del 130%, fino a raggiungere così la cifra di 4 milioni di persone. A questa rivelazione, c’è da aggiungere l’allarme lanciato recentemente dal cardinal Bagnasco, presidente della conferenza episcopale, sia sull’avanzata della povertà, sia sul flagello di una disoccupazione che resta alta, come conseguenza di una ripresa enfatizzata, ma ancora debole. Una condizione di permanente malessere sociale, questa, che rischia di aggravarsi per effetto di eventi estranei ed esterni alla nostra realtà: dalla fisionomia e dalle conseguenze del referendum inglese di appartenenza alla Ue fino alla recrudescenza del terrorismo, alle forti resistenze allo smantellamento dello stato sociale, sia in Europa, sia nelle Americhe. Una situazione di difficoltà e di tensione sociale, che, allineando alle povertà la condizione di progressivo impoverimento dei ceti medi, pone alla politica, che sembra drammaticamente inadeguata, l’urgenza di intuizioni programmatiche che sappiano coniugare innovazione tecnologica, qualità e regole per il mercato e tutela degli istituti della solidarietà Potrebbe essere questo l’obiettivo e la vera missione di un Europa rinnovata, solidale, consapevole della sua identità e delle sue radici cristiane.

Giampiero Catone

 

Allarme Calabria: poco meno di 1/3 della popolazione vive in povertà!

Allarme Calabria: poco meno di 1/3 della popolazione vive in povertà!

Drammatico dato Istat: poco meno di un terzo dei calabresi vive sotto la soglia di povertà. Sono 530mila le persone costrette a vivere in uno stato di bisogno e privazione. Un trend in continua crescita che, negli ultimi quattro anni non ha conosciuto battute d’arresto, ma ha continuato ad estendersi a macchia d’olio. Dal 2010 al 2014, l’aumento si è attestato sui sette punti percentuali, ovvero 156mila poveri in più in Calabria nel giro di pochi anni. Guarda il grafico
Mentre Renzi fa televendite, in Italia un milione di bambini vive in povertà

Mentre Renzi fa televendite, in Italia un milione di bambini vive in povertà

Nel giorno in cui si è concretizzata, referendum permettendo, la riforma costituzionale che disegnerà il nuovo volto di Palazzo Madama, i dati pubblicati da “Save the Children” sullo stato di povertà minorile in Italia, appaiono come la cartina al tornasole di quel Paese in crescita economica ed occupazionale che il Presidente del Consiglio quotidianamente presenta con piglio da tele-imbonitore. Più di un milione di bambini, in Italia, vivono in condizioni di estrema povertà, il 34% è a rischio povertà ed esclusione sociale, ed il numero di coloro che ha provato l’esperienza della povertà alimentare sembrerebbe raddoppiato dall’inizio della crisi economica. Un dato inquietante che attesta il fallimento di politiche subalterne all’economia nelle quali la mercificazione dei diritti e della dignità umana rappresenta la regola.
L’Italia deve raddoppiare il proprio sforzo affinché l’economia funzioni per ogni lavoratore. Aiutando le aziende a creare posti di lavoro con salari e benefici solidi, ampliando l'accesso all'educazione e alla sanità, ricostruendo quelle comunità che ormai hanno perso ogni speranza e costruendo nuove scale di opportunità su cui le persone possano arrampicarsi.
Nell'economia del 21esimo secolo, occorre che il nostro Paese cresca più forte, che non lasci indietro nessuno, dando accesso all'istruzione, nuove qualifiche necessarie a mettere a frutto opportunità per tutti, e sostegno ai ceti medi sotto assedio.
Giampiero Catone