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Referendum, Catone: Vittoria No, resistenza e rivoluzione popolare

Referendum, Catone: Vittoria No, resistenza e rivoluzione popolare

È risultato chiaro al Paese che la proposta referendaria avrebbe innescato scenari perniciosi per la salvaguardia della democrazia. Il rifiuto è stato una vera e propria sollevazione popolare a difesa della Costituzione e del suo assetto bilanciato di poteri, responsabilità e funzioni. Una resistenza che ha assunto forme straordinarie, una rivoluzione che ha visto la concentrazione di tutte le forze democratiche senza riserva, insieme nonostante le divergenze ideologiche per l'unica finalità che sta a cuore ad ognuna: il bene del popolo.
Abbiamo avuto fede in questa impresa difficile, perché crediamo nella ragionevolezza, nel buon senso e nella forza educativa della libertà. Una fiducia che è insieme speranza per l'avvenire del Parlamento e per l'evoluzione della democrazia. E oggi abbiamo vinto, certi che adesso e solo adesso possono essere poste le basi per un giusto cambiamento, nel rispetto dei valori della nostra Costituzione e nella tutela dei nostri cittadini.

Berlusconi, Renzi mai votato, con il sì cerca legittimazione popolare

Berlusconi, Renzi mai votato, con il sì cerca legittimazione popolare

"Un governo non eletto dai cittadini, il terzo consecutivo, cerca nel referendum costituzionale la legittimazione che non ha mai ottenuto dalle urne elettorali". Lo dice Silvio Berlusconi nel messaggio inviato ai delegati congressuali del partito di Gianfranco Rotondi, Rivoluzione Cristiana, appena letto in sala. "Nostro comune impegno è di battere questo tentativo - aggiunge il leader di Forza Italia - ritagliato su misura dei calcoli di potere del presidente del consiglio e del suo partito". Per Berlusconi la riforma è un tentativo che "non porterebbe più efficienza, né minori costi, ma che ridurrebbe gli spazi di democrazia, fino a consegnare a un partito con il 30% dei voti, e quindi con il consenso del solo 15% degli italiani, tutto il potere, compreso il controllo sulle istituzioni di garanzia come il Quirinale e la Consulta".

Referendum: Rotondi, una riforma farlocca

Referendum: Rotondi, una riforma farlocca

"La riforma? E' una cazzata, continuo a non trovare espressione migliore per definire una modifica alla costituzione farlocca". Così Gianfranco Rotondi presidente di Rivoluzione Cristiana parlando dal palco del congresso del suo schieramento in corso a Roma presso l'hotel Parco Tirreno, sottolineando il suo no al referendum del 4 dicembre prossimo: "Ma va detto che la riforma doveva farla il centrodestra e questo è stato un nostro errore", ha concluso Rotondi.

Referendum: Rotondi: «Vantaggio del “No” destinato a salire ancora»

Referendum: Rotondi: «Vantaggio del “No” destinato a salire ancora»

"Voglio spezzare una lancia a favore di Renzi. Lui sta facendo una cavalcata contromano. Il vantaggio del no e' destinato a salire per una ragione che nessuno gli ha spiegato. Lui propone una riforma costituzionale, cioe' le regole della vita civile delle generazioni future, avendo dalla sua solo la maggioranza congressuale del Partito Democratico che, nel migliore dei risultati, ha avuto il 40 per cento dei voti. Il 60 per cento delle altre forze politiche vota no, per cui la distanza finale non sara' di tre ma di venti punti percentuale se gli elettori seguiranno i partiti nelle loro indicazioni". Lo ha detto il presidente di Rivoluzione Cristiana Gianfranco ROTONDI a margine di un'iniziativa politica presso l'hotel Wagner a Palermo.

Rotondi “Vi spiego la bozza Cuperlo: è un altro motivo per votare no”

Rotondi “Vi spiego la bozza Cuperlo: è un altro motivo per votare no”

"La ventilata bozza Renzi Cuperlo pare sia un ritorno del mattarellum con le preferenze resuscitate nella quota proporzionale: collegi uninominali e preferenze, il peggio di Prima e Seconda Repubblica. Complimenti: un altro motivo per votare no". Lo afferma il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Referendum: Rotondi, bene Brunetta, sì a lista unica cdx

Referendum: Rotondi, bene Brunetta, sì a lista unica cdx

"Da Renato Brunetta proposta dirompente, sì a lista unica del centrodestra con o senza Italicum". Lo afferma il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, in merito alle dichiarazioni di Renato Brunetta che ha invitato a lavorare per un soggetto unico del centrodestra dopo il referendum

Referendum. Rotondi, con “no” nasce nuovo arco costituzionale

Referendum. Rotondi, con “no” nasce nuovo arco costituzionale

"Per chi è nato e cresciuto nella cultura dell'arco costituzionale e come le attuali nuove generazioni vi è stato educato, è naturale votare no al referendum, per una ragione di metodo prima ancora che di merito, perchè la Costituzione è e deve essere di tutti, non di una sola parte". Lo dice Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione cristiana, in una conversazione con l'Adnkronos. "Anche se nella Carta ci fossero scritte quelle che a Napoli chiamano '4 stroppole' -aggiunge- l'importante è che siano condivise da tutte le forze politiche, conta il grado di coesione. Il metodo della condivisione sana anche le criticità che possono essere contenute in un testo di legge. Stupisce che Matteo Renzi, che proviene dalla cultura cattolico-democratica, non comprenda questo principio. Se fosse vivo Leopoldo Elia, di fronte ad una riforma costituzionale approvata a maggioranza, lo avrebbe preso a schiaffi e lo dico per esperienza diretta, visto che mi accadde una cosa simile quando pensai di presentare una proposta di legge per istituire un'assemblea costituente, perchè, mi disse Leopoldo, la Costituzione si riforma tutti insieme". "Nulla di strano e di male quindi -spiega ancora il leader di Rivoluzione cristiana- se Berlusconi, Bersani, Grillo, Salvini si trovano tutti dalla stessa parte. E' il nuovo arco costituzionale. E possiamo dire che sia la rivincita di Almirante, che con il suo Movimento sociale non approvò la Costituzione e che oggi invece vede gli eredi della destra far parte del nuovo arco costituzionale. E invece Renzi e la Boschi -conclude Rotondi- ne sono fuori e in un certo senso si ritrovano a ricoprire il ruolo che fu di Almirante".

Rotondi: «Escludo che Berlusconi faccia furberie su referendum»

Rotondi: «Escludo che Berlusconi faccia furberie su referendum»

"Escludo che il presidente Berlusconi faccia sul referendum le furberie, che gli attribuisce oggi Repubblica, e cioè attendere i sondaggi per mettere o meno la faccia sul No. Tutta la storia di Silvio Berlusconi è una assunzione coraggiosa e aperta di responsabilità, anche scomode e talvolta spericolate". Lo afferma Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana, che spiega: "Anche stavolta il presidente si sta comportando allo stesso modo. Si scambia una prudenza clinica, per manovre politiche e invece bisogna sperare che la dieta di interviste e telefonate produca presto una ripresa piena, perché è evidente che senza guida il centrodestra non va lontano, non tanto al referendum quanto il giorno dopo".

Referendum: Rotondi, anche Pera spiega a Cav come gira mondo. . .

Referendum: Rotondi, anche Pera spiega a Cav come gira mondo. . .

"Ora anche Pera spiega a Berlusconi come gira il mondo. Sono orgoglioso di essere tra i pochi grati a Silvio di quanto ci ha dato senza ulteriori pretese né arroganze postume". Così Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana su Twitter commenta i comitati per il Sì guidati dall'ex presidente del Senato, Marcello Pera.