Stefano Parisi

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Rotondi: se Parisi a guida Fi, usciamo dalla federazione

Rotondi: se Parisi a guida Fi, usciamo dalla federazione

"Non si sta in Paradiso a dispetto dei Santi e Stefano Parisi ha espresso con chiarezza il suo giudizio sul nostro progetto politico, escludendoci dalla sua coalizione a Milano. Pertanto con Parisi alla guida di Forza Italia, Rivoluzione Cristiana uscira' dalla federazione del Ppe che univa Forza Italia e la Dc, da me guidata fin dal 2005". Lo annuncia il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. "È programmato -conclude ROTONDI- un chiarimento col presidente Silvio Berlusconi, ma vedo scarsi margini per collaborare con chi ci ha escluso, a costo di perdere le elezioni, che infatti ha perso".

Rotondi: Pronto a sfidare Parisi davanti a platea scelta da Berlusconi

Rotondi: Pronto a sfidare Parisi davanti a platea scelta da Berlusconi

Parisi mostra grande arroganza attaccando il mite Razzi e prendendo le distanze dal povero Scajola, che tanto credito gli ha dato. Io sono candidato in alternativa a Parisi e aspetto che Berlusconi fissi un luogo e un tempo in cui prendiamo la parola, io e Parisi, davanti a qualsiasi pubblico, scelto da Berlusconi. Poi si vota e io mi sottopongo al giudizio di qualsiasi platea". Lo dichiara il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

Cdx: Rotondi: Bene Meloni, siamo già in tre

Cdx: Rotondi: Bene Meloni, siamo già in tre

"E' un bene che Giorgia Meloni sfidi Stefano Parisi e si candidi alle primarie. Siamo gia' in tre, come e' giusto che sia, in un centrodestra fatto di tante forze politiche e culturali diverse, ma capaci di confrontarsi e competere". Lo afferma il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. "La mia candidatura - conclude Rotondi - e' funzionale all'affermazione dei valori democratico cristiani, nel centrodestra che verra'".

Rotondi: mi candido in alternativa a Parisi

Rotondi: mi candido in alternativa a Parisi

"Rivoluzione Cristiana candida il suo presidente, Gianfranco Rotondi, in alternativa a Stefano Parisi". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio Stampa di Rivoluzione Cristiana. "Io sto con Silvio Berlusconi da 22 anni - ha dichiarato Gianfranco Rotondi nel corso dell'Ufficio di presidenza del partito - per me può decidere lui anche senza primarie".

Cdx: Rotondi: «Andrò da Parisi perché mi candido in alternativa»

Cdx: Rotondi: «Andrò da Parisi perché mi candido in alternativa»

"Escludo che il presidente Silvio Berlusconi abbia suggerito a colleghi di disertare la convention di Stefano Parisi. Per quanto mi riguarda ho scelto di iscrivermi online e di partecipare all'evento". Lo afferma il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. "Contrappongo apertamente a Parisi - chiarisce Rotondi - la storia dei cattolici democratici, l'onore della mia militanza nel centrodestra e, con queste idee, mi propongo in alternativa alla sua piattaforma. Proprio per questo - conclude il leader di Rivoluzione Cristiana - partecipero' all'evento, perche' il confronto e' il sale della competizione e se non ascolto non capisco. E' un gesto di rispetto nello spirito della sana competizione che serve al centrodestra".

Rotondi a Parisi: nelle democrazie i partiti sono in salute

Rotondi a Parisi: nelle democrazie i partiti sono in salute

"Parisi dice che lui non fa politica in un partito, perché i partiti non esistono più. Spiace osservare che i partiti godono di ottima salute in tutto il mondo democratico, tranne che nel nostro Paese, che non a caso decade". Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Fi Gianfranco Rotondi, fondatore di Rivoluzione Cristiana.

Parisi? Siamo tutti velanzini, Cav unico cavallo di razza

Parisi? Siamo tutti velanzini, Cav unico cavallo di razza

Il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, discute sui social con sostenitori e critici della sua candidatura in alternativa a Parisi, alle presunte primarie del centrodestra. Un utente gli chiede se non sia velleitaria la sua candidatura a sorpresa e Rotondi risponde così: "Certo che è velleitaria la mia candidatura, al pari di quella di Parisi, e dei molti che non si candidano sperando che qualcuno li chiami. Parisi si persuada: siamo tutti velanzini, l'unico cavallo di razza si chiama Silvio".

Lettera aperta a Vittorio Fetri (Libero)

Lettera aperta a Vittorio Fetri (Libero)

Da "Libero" del 25 agosto 2016

Caro Direttore, intanto grazie per dare un po' di ritmo coi suoi editoriali alla stagione più noiosa della storia del centrodestra. Ci invita a puntare tutte le fiches su Parisi nel gran casinó (con o senza accento) del centrodestra. Comprendo lo spirito, ma vorrei rappresentarle tre rischi dell'operazione Pari-si. Primo rischio: il dottor Parisi non ama far di conto, a Milano gli offrivamo la nostra lista democristiana inclusiva persino dell'Udc, e lui tra primo e secondo turno è riuscito a regalarla tutta a Sala perdendo il Comune. Cercava l'affrancamento dalla vecchia politica e ha trovato una musa-
ta, invocava la leadership e invece aveva bisogno di un pallottoliere. E i numeri in politica sono tut-to: proprio Berlusconi rimproverò a Martinazzoli di aver portato la Dc alla disfatta per non ricorrere al pallottoliere (e Martinazzoli sta a Parisi come De Gasperi a Luca Lotti). Secondo rischio: Berlusconi ha chiesto a Parisi un rapporto sullo stato di salute di Forza Italia, ma lui sta preparando una convention da cui esclude i fornisti tranne una lista di possibili ammessi che trapelano col contagocce su Repub-blica, divenuta l'house organ del centrodestra formato Chili.
Il sospetto è che Parisi, più che rilanciare il berlusconismo, lo voglia incorporare in un carrozzone centrista. Il progetto Parisi somiglia terribilmente al polo de-berlusconizzato che si riunì al teatro Olim-pico di Roma nel 2012 per consegnare le spoglie di Forza Italia a Monti. Personaggi e interpreti sono gli stessi. E a Renato Brunetta va dato atto di aver segnalato il pericolo ora come allora. Terzo e ultimo rischio: Claudio Martelli applaude Parisi come il nuovo Craxi, dice che il suo progetto è lo stesso del leader socialista. Non sappiamo se dal loculo di Hammamet si oda eco di capriole,ma di vero ci sta che Forza Italia con Parisi completa la reincarnazione del Psi. Sono ex socialisti il dottor Parisi, i capigruppo di Camera e Senato e tutti i principali comunicatori del partito. La transizione italiana si conclude con un partito del socialismo europeo colonizzato dai democristiani e un partito del popolarismo europeo occupato dai socialisti. Per quanto mi riguarda lavoro per portare a casa loro i democristiani, e dal 1995 con coerenza sostengo che, finita la Dc, la nostra casa è il centrodestra. Accanto a Forza Italia, destra e Lega serve una forza democristiana e se qualcuno, Parisi o altri, ne vuol fare a meno, peggio per lui: la gran parte dei democristiani già vota per Renzi. È vero che
il premier è spompo, come direbbe lui. Ma non è detto che il voto cattolico tomi a noi. Dio non voglia che gli errori del centrodestra ci regalino a palazzo Chigi un Di Maio metà a cinque stelle e metà scudo crociato.

Gianfranco Rotondi

La Costituente di Parisi e quando Elia mi soffiò Dossetti

La Costituente di Parisi e quando Elia mi soffiò Dossetti

Da "Huffington post" del 10 agosto 2016

Il bello della politica italiana è che si dicono sempre le stesse cose. Cambiano (talvolta) i personaggi, ma circolano sempre le stesse idee. Qualche giorno fa Stefano Parisi, nuovo animale del circo berlusconiano a cui appartengo, ha proposto un'Assemblea Costituente per riscrivere la Costituzione con lo stesso metodo del 1946. Idea bellissima, al netto di dover immaginare Grillo al posto di Parri, la Serracchiani al posto della Lotti e Giarrusso al posto di Sullo: ma questo passa il convento, pazienza.

Il bello è che la Costituente viene ciclicamente proposta da ventidue anni, generalmente ogni volta che fallisce un tentativo di riforma costituzionale. La propose Mario Segni dopo la vittoria di Berlusconi, la destra dopo il fallimento della bicamerale di D'Alema, e poi Di Pietro, il Ccd, i cattolici di Orvieto e Todi (a proposito,non si riuniscono più?). La Costituente è l'aspirina che si prescrive a ogni raffreddore dello spirito riformista. Funziona così: la classe politica impalca un tentativo di riforma della Costituzione, più o meno plausibile, più o meno bipartisan. Poi questo fallisce, bocciato da una bega di palazzo, da un cambio di linea di un contraente, dal voto popolare di un referendum. Ed è allora che alza il ditino un genietto che suggerisce di tornare alla Costituente del '46. Poi si fanno due conti, si scopre che nella Costituente i partiti verserebbero le stesse beghe del Parlamento, e pazienza, si tira avanti fino alla prossima riforma fallita.

Confesso di aver proposto anch'io l'Assemblea Costituente. Fu la prima proposta di legge che presentai nel Marzo 1994, fresco eletto deputato del Ppi, unico a vincere un collegio con soli altri tre colleghi, uno ancora in Parlamento, il deputato Pd Scanu. Mi montai tanto la testa di essere scampato al naufragio democristiano che proposi l'Assemblea Costituente e riuscii perfino a farmi applaudire sulle agenzie di stampa dal mitico don Dossetti. Dossetti, protagonista assoluto della Costituente, leader della sinistra Dc, poi sacerdote ed eremita, non parlava da decenni. Scrisse che avevo ragione, la Costituente era una buona idea. Non l'avesse mai fatto: nel mio gruppo parlamentare sedeva Leopoldo Elia, presidente emerito della Corte costituzionale e ostile a qualsiasi riforma: il già vecchio Leopoldo si fiondò con l'energia di un liceale fin sull'abbazia di monte Sole dove sequestrò don Dossetti e ottenne la smentita delle dichiarazioni a favore della mia proposta. Due anni dopo don Dossetti salì in Paradiso, io uscii dal Parlamento per un lungo periodo, e alla Costituente non ci pensai più. Occhio Parisi a riproporla: dai precedenti non mi sembra un'autostrada di successi.

Gianfranco Rotondi

Rotondi: Berlusconi può riavere la maggioranza

Rotondi: Berlusconi può riavere la maggioranza

"Parisi o non Parisi, va aiutato lo sforzo di Berlusconi di ricostruire una forza di centro capace di rappresentare la maggioranza relativa degli italiani". Lo dichiara il presidente di Rivoluzione cristiana Gianfranco Rotondi. "A questo scopo - spiega il leader di Rivoluzione Cristiana - serve un nuovo soggetto politico distinto ma non distante da Forza Italia e per questo ho convocato il congresso di Rivoluzione cristiana per il 16 e 17 settembre a Roma"