Unioni civili

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Unioni civili: Rotondi, no a referendum sulla Cirinna’

Unioni civili: Rotondi, no a referendum sulla Cirinna’

"Non abbiamo votato la legge Cirinna', ma ora per il mondo cattolico sarebbe un errore intestarsi una crociata e un referendum. Non si ricostruisce cosi' una rappresentanza politica dei cattolici". Lo afferma il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.
Vendola: Rotondi,contrario a sua scelta, ma insulti indignano

Vendola: Rotondi,contrario a sua scelta, ma insulti indignano

«Non sono certo d'accordo con la scelta di Vendola, ma gli esprimo tutta la mia solidarietà. Mi indigna come è stato insultato e distrutto sulla rete, questo Paese ha perso la misericordia cristiana». Lo ha detto Gianfranco Rotondi, presidente del neonato partito Rivoluzione Cristiana, oggi a Torino per sostenere la candidatura a sindaco per il centrodestra del forzista Osvaldo Napoli. «Dichiaro la mia solidarietà a Vendola secondo quanto ha insegnato Papa Giovanni - ha spiegato Rotondi - distinguendo tra errore e errante. Se per me l'utero in affitto è un errore, non posso non cercare di capire e rispettare chi è caduto in quell'errore per una sensibilità diversa dalla mia». «Questa legge sulle unioni civili non mi piace - ha concluso - ma sono contrario a spaccare il Paese su questioni etiche».
Dalle unioni civili alle sfide per le prossime elezioni locali

Dalle unioni civili alle sfide per le prossime elezioni locali

Il nodo gordiano delle unioni civili sembra prossimo ad essere sciolto, sulla base di un emendamento del governo che ne ridisegna la fisionomia, rinviando ad altro provvedimento la questione molto controversa delle adozioni.
Dirimente, rispetto a questa scelta, sarà il parere del gruppo senatoriale del Pd che dovrebbe vedere minoritarie ed isolate le posizioni di coloro che vorrebbero un ulteriore tentativo per far coagulare, intorno all’originale disegno di legge,il consenso dei senatori del M5S. Una volta superata e risolta, nel segno di una ritrovata unita della maggiorana la grana delle unioni civili, che saranno riconosciute e regolarizzate ad eccezione, come si è detto, nella parte riguardante le adozioni, tornerà in primo piano la questione tuttora aperte delle candidature per le elezioni locali di primavera.
Per questo appuntamento a un Pd in difficoltà, in alcuni grandi città, come Roma, Milano e Napoli, fa da contrappunto un centrodestra tutt’altro che coeso, specialmente nella capitale dove gli episodi di corruzione potevano essere la leva e il sentiero per una riabilitazione vittoriosa di un centro destra che fosse capace di unità, di generosità e di capacità propositive.
Non c’è infatti alcun senso di responsabilità, quando si concorre a pregiudicare con riserve personalistiche e impuntature di prima donna quell’immagine che l’area moderata si attende dalle forze politiche di riferimento.

Giampiero Catone

 

Vigilia agitata per le unioni civili

Vigilia agitata per le unioni civili

Non sarà una settimana facile per Renzi che, oggi, intanto, ha celebrato, in una conferenza stampa i due anni di vita del suo governo.
Ancora una volta, le ragioni delle difficoltà nascono tutte sui percorsi e sui contenuti del disegno di legge sulle unioni civili e soprattutto sul suo aspetto più controverso, quello delle adozioni per le coppia omosessuali.
Una questione, questa, marginale rispetto alla regolamentazione delle unioni civili e da affrontare, semmai, nel quadro di un più generale riordino dell’attuale regime delle adozioni, che presenta, anche per le coppie etero, problemi non facili da affrontare.
Viene naturale, quindi, concludere che se fosse prioritario, come si afferma, approvare la legge sulle unioni civili sarebbe ovvio favorire un suo stralcio della materia controversa dall’attuale corpo del provvedimento.
Purtroppo cosi non è perché la questione è diventata, oltre il merito, un puro espediente per mettere in difficoltà Renzi, specialmente dopo che egli ha fatto chiaramente capire, nell’assemblea del Pd, il suo orientamento verso uno stralcio che sia frutto di un accordo all’interno della maggioranza : una maggioranza che già esiste e della quale tener conto dopo la fallimentare esperienza di un’intesa con il M5S.
Detto così, potrebbe sembrare tutto facile, ma a complicare le cose sulla questione è scesa in campo la sinistra dem che strepita e minaccia con il consueto codazzo di intellettuali impegnati e di nostalgici della sinistra di una volta: un riferimento improprio perché una sinistra come questa sarebbe stata immediatamente processata e dissolta da un Togliatti redivivo con l’accusa di deviazionismo borghese.
Il 24 febbraio si tornerà a parlare delle unioni in Senato, sperando che si esaurisca la contesa verbale intorno a questa materia che interessa molto marginalmente gli italiani che non capiscono tanto accanimento per consentire ai gay di procurarsi attraverso terzi dei figli e si ignorino invece le difficoltà reali, precarietà del lavoro e inagibilità del credito, che impediscono a tanti giovani italiani che gay non sono, di mettere su famiglia e avere figli .

Giampiero Catone

 

Unioni civili: Rotondi, Renzi si accordi con centrodestra

Unioni civili: Rotondi, Renzi si accordi con centrodestra

«Su unioni civili, Renzi faccia nascere da un male un bene e condivida col centrodestra un testo accettabile e, con una maggioranza ampia eviti al Paese il trauma di un referendum». Lo dice Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana
Rotondi, Rivoluzione cristiana progetto anzitutto culturale

Rotondi, Rivoluzione cristiana progetto anzitutto culturale

Intervista a Gianfranco Rotondi su "Linkable.it" del 15 febbraio 2016 - di Redazione Linkable.it

“Rivoluzione Cristiana è un progetto anzitutto culturale. Alle amministrative, non ci saranno accordi politici nazionali ma solo liste e partito, a sostegno di singoli candidati che sottoscrivano il programma di “città cristiana” che noi proporremo”. Lo dichiara Gianfranco Rotondi, presidente di Rivoluzione Cristiana. A Gianfranco Rotondi, abbiamo chiesto un parere sui temi di attualità di questi ultimi tempi.

Onorevole, può tracciare un primo bilancio di un anno di attività di ‘Rivoluzione cristiana’?
“Abbiamo rinunciato a nomi e simboli più o meno gloriosi che appartengono ad altre epoche. La scommessa è stata scuotere l’albero di un laicato cattolico che ha ripreso a camminare nel tempo della rivoluzione di Papa Francesco”.

Far rinascere l’area cattolica del centro destra è stato, finora, l’intento fondante del nuovo partito.
“Ci sono tre figure che il Movimento assume come riferimento: don Mazzolari, Benedetto Croce, Fiorentino Sullo.
Si,tre le figure che il Movimento assume come riferimento: don Mazzolari, Benedetto Croce, Fiorentino Sullo.
– Don Primo Mazzolari: noi siamo la novità, anche se portiamo sulle spalle duemila anni di storia. il vangelo è la novità.
– Benedetto Croce: il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta. La rivoluzione cristiana rappresenta un evento unico nella storia dell’umanità che per merito di essa non può non dirsi Cristiana
– Fiorentino Sullo: L’anima cristiana della democrazia cristiana ne fa una forza politica spontaneamente rivoluzionaria”.

Perché oggi essere cristiani in politica non è una scelta di moderazione, ma di rivoluzione?
“Oggi essere cristiani in politica non è una scelta di moderazione, ma di rivoluzione. Solo una rivoluzione cristiana può contrapporre all’antipolitica la passione per la politica, alla corruzione il valore del bene comune, agli egoismi il senso della solidarietà”.

Rivoluzione cristiana si colloca nello schieramento di centro destra a fianco di Berlusconi. Quali sono le differenze rispetto agli altri movimenti che ne fanno parte, ad esempio NCD?
“In Parlamento, il mio dovere è rimanere con Silvio Berlusconi, nel cui nome sono stato eletto e a cui sono legato da reciproco affetto e stima. Questo vincolo non condizionerà Rivoluzione Cristiana nelle scelte amministrative perché la missione del nostro partito è ricomporre una credibile area cattolica democratica. A questo scopo, saranno possibili solo intese specifiche, con candidati che condividano i contenuti sociali della nostra proposta cristiana. Resto persuaso che una forza cristiana debba trovare nel centrodestra l’interlocutore più naturale, ma devo prendere atto che al centrodestra che sta nascendo oggi la questione cristiana e democristiana importa poco. Mi pare dunque abbastanza naturale, lo sbocco di candidature autonome di area cattolica dove sarà possibile realizzarle a cominciare da Milano e Roma”.

Quale è la vostra posizione sulla politica internazionale? E sui profughi?
“L’Africa non entra nell’Europa…. Ossia non possiamo accogliere tutti i profughi bisogna chiudere le frontiere seriamente. Naturalmente bisogna prestare assistenza, ma l’integrazione è un’impresa difficile e lontana”.

Cosa pensa delle Unioni Civili?
“Come Renzi, sono un cattolico di formazione laica, quali li sfornava solo l’insostituibile scuola quadri della Democrazia Cristiana. Trovo però sconveniente, che il Premier rintuzzi a brutto muso il Presidente della Cei, che si limita a auspicare un voto di coscienza sulla Cirinnà. A Renzi rispondo non tanto citando De Gasperi, ma Cavour, e la sua ‘libera Chiesa in libero Stato», definizione ormai retorica, ma a quanto pare, non ancora assimilata da tutti i governanti”.

Qual è il suo giudizio riguardo i primi cento giorni di governo De Luca?
“La Regione è una macchina infernale, spero che De Luca regga fino alla fine. Tranne Giannin Grasso nessuno ha avuto continuità”.

Emergenza camorra a Napoli. Alfano dice che bisogna abbassare l’età punibile ed inviare l’esercito. Lei cosa ne pensa?
“Penso che la camorra a Napoli c’è sempre stata. Nel tempo ci sono stati alti e bassi l’esercito servira’ a poco è la coscienza collettiva che va stimolata e soprattutto va combattuta sradicando la cultura camorristica. La scuola, la Chiesa, lo Stato tutti sono chiamati in causa”.

A breve si voterà per primarie per le prossime amministrative al Comune di Napoli. Lei chi voterebbe tra i candidati in campo, Bassolino, Valente, Sarracino e Marfella?
“Lettieri puó garantire la svolta a Napoli e il giusto equilibrio che quella realtà richiede. Lettieri è l’eccezione che conferma la regola”.

Lei é un irpino. Le zone interne spesso sono state penalizzate da una politica regionale napolicentrica. In che modo possono risollevarsi le zone interne?”
“Non credo ci sia stata una politica napolicentrica. A Napoli ci sono piu’ abitanti, tutto qua.. Le zone interne sono meno popolate. C’è stata una cattiva gestione delle risorse, questo è vero ma è un altro discorso”.

In qualche modo avrà sentito della confusione nel PD irpino che ha portato bagarre anche al Comune in Irpinia?
“Il PD ancora non ha una sua identità, è un partito che deve ancora definirsi…”.

Unioni civili, Rotondi a Renzi: libera Chiesa in libero Stato

Unioni civili, Rotondi a Renzi: libera Chiesa in libero Stato

«Come Renzi, sono un cattolico di formazione laica, quali li sfornava solo l'insostituibile scuola quadri della Democrazia Cristiana. Trovo però sconveniente, che il Premier rintuzzi a brutto muso il Presidente della Cei, che si limita a auspicare un voto di coscienza sulla Cirinnà3. Così Gianfranco Rotondi, Presidente di Rivoluzione Cristiana, che aggiunge: «A Renzi rispondo non tanto citando De Gasperi, ma Cavour, e la sua 'libera Chiesa in libero Stato», definizione ormai retorica, ma a quanto pare, non ancora assimilata da tutti i governanti».

 

Il mondo in fiamme, l’economia va male ma l’Italia vive per le unioni civili

Il mondo in fiamme, l’economia va male ma l’Italia vive per le unioni civili

Per chi ci guardasse dall'esterno, quello che sta accadendo in questi giorni da noi parrebbe surreale, quasi onirico. La Borsa precipita, lo spread risale, l'occupazione tarda a decollare, il Mezzogiorno sta diventando un buco nero, l'Europa ci snobba, ma quello che domina menti, cuori e ingegni del nostro ceto politico sono le unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso, e la possibilità per coppie siffatte di adottare figli. Da oggi, decollano i giorni decisivi per l'approvazione di questa Legge che interessa poco ai disoccupati, agli operatori economici, alla grandi realtà sociali organizzate, ma che è sostenuta da una mobilitazione mediatica impressionante e da una Unione Europea che è allo sbando su questioni essenziali, a cominciare dal dramma dei migranti, ma che è incrollabile nel sostenere che la famiglia deve ormai intendersi composta a prescindere dal sesso dei contraenti, tanto da prefigurare definizioni tanto penose quanto pregiudizievoli pur di evitare i termini "padre" e "madre". Sarebbe perciò ingiusto rilevare quanto sia assurdo definire come anomala e discriminate l'unione matrimoniale fra un uomo e una donna quando su questa strada e in questa convinzione, ci hanno preceduto tanti altri Stati europei. Ne è segno la consapevolezza di tutte le forze politiche italiane che nulla osti alla regolamentazione delle unioni civili, che però aree della sinistra radicaleggiante vorrebbero equivalenti in tutto e per tutto al matrimonio, a differenza di quanto è affermato nella Costituzione e sostenuto dagli avversari di questa tesi. C'è poi il nodo delle adozioni per le coppie omosessuali che andrebbe escluso di per sé in linea di principio, anche perché nel Disegno di Legge ci sono tali ambiguità che potrebbero aprire la strada agli uteri in affitto, dove il turbocapitalismo sfrenato realizza l'obiettivo di ridurre a merce sia la fecondazione di una donna, sia la nascita di un figlio. È questa, una questione essenziale perché è stessa frutto di quella deriva nichilista ed individualista che sembra afferrare la sinistra europea, balbettante di fronte alla crisi economica e dimentica delle sue origini e della sua storia.

Giampiero Catone