Un petalo al femminile per il successo del centro-destra

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Un petalo al femminile per il successo del centro-destra

Nell’apologia delle idealità che, nell’ultimo ventennio, hanno soppiantato gli idealismi - fautori degli equilibri politici e sociali del secolo scorso – l’elemento moderato ha rappresentato l’unica espressione in grado di rappresentare il cardine civile e sociale del nostro Paese. Un cardine che ha sempre trovato nell’universo femminile la costante in grado di fare la differenza. Senza precipitare nel luddismo passatista, nel secondo dopoguerra fu l’azione, umile ma dirompente, delle donne cattoliche a fare dell’Italia Repubblicana, un Paese democratico in grado di sollevarsi dalle rovine dell’allora fresco passato e consegnarsi al futuro come fautore di quell’Europa di Degasperiana memoria sorta per porre fine ai trascorsi bellici che avevano dilaniato il vecchio continente per diversi secoli. Oggi, nell’approssimarsi della conclusione del primo ventennio del nuovo millennio, la figura femminile, scevra da anacronistiche discriminazioni sociali, si affranca dalle cosiddette “quote rosa” capovolgendo le attuali dinamiche della realtà politica e diventandone protagonista assoluta. Una ulteriore conquista resa possibile dalla volontà coraggiosa ed inedita di Rivoluzione cristiana che ha affidato ad esponenti femminili i ruoli apicali della propria struttura politica. Una espressione avanguardista in grado di rappresentare uno degli elementi fondamentali di quel centro-destra che, seppur oggi politicamente declinato da spirito individualistico, trova una comunione ideale nella volontà popolare. Una espressione che Silvio Berlusconi - al di là della retorica denigratoria orchestrata ad arte di cui è vittima – non ha mai nascosto di valorizzare e per la quale potrà rendersi traghettatore per consentire al popolo moderato di riconsegnare fiducia e stabilità al nostro Paese.

Giampiero Catone

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